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Non c'è pace in casa Udinese, nonostante alcune prove talvolta convincenti, la squadra continua ad alternare prestazioni buone con altre disastrose. L'ultima sconfitta contro l'Atalanta ha messo in evidenza i limiti di questo inizio di stagione: una squadra senza carattere che alla prima difficoltà si disunisce.

Se analizziamo la formazione dal punto di vista tecnico, la rosa di quest'anno ha poco da invidiare a quella dello scorso campionato, anche se non va trascurato il fatto che tre quarti della difesa (che attualmente scende in campo), è praticamente nuova, perlomeno fino a quando non verrà recuperato Domizzi.

Ma non sembra questo a preoccupare Guidolin, quanto piuttosto la scarsa combattività dei suoi una volta in svantaggio. Il calo di rendimento di Pereyra resta un mistero, ma sembra una situazione che sta coinvolgendo lentamente tutto il centrocampo: Gabriel Silva galleggia tra difesa e attacco senza mai un guizzo per arrivare sul fondo e crossare. Lazzari dopo un avvio buono comincia a farsi notare più per l'imprecisione dei passaggi che per altro. Mentre si salva Allan ma che da solo non può tenere in piedi la baracca.

Detto questo in settimana il tecnico ha lavorato prevalentemente sul fattore mentale, che trova in parte le sue cause nella mancanza di concorrenza nei vari ruoli del centrocampo, e questo può portare i giocatori ad essere meno competitivi.

A questo punto le ipotesi più logiche che si sono fatte in settimana portano a un cambio di modulo, anche se non drastico, con l'inserimento di un secondo trequartista, vista la grande verve vista in campo da Nico Lopez. Questo tipo di soluzione regalerebbe nuova linfa e vitalità alla manovra, cercando di riavvicinare i reparti per non rischiare come successo a Bergamo di ritrovarsi con Di Natale completamente isolato. Oltretutto aiuterebbe a far capire al resto della squadra che il modulo si può cambiare e nuovi interpreti possono entrare in competizione con i 'titolari'.