Il presidente Li Yong Hong non vuole mollare. E’ venuto a Milano, la settimana scorsa, nemmeno in grande segreto perché, come sua tradizione, ha passato qualche sera nel suo solito ristorante, vicino alla Stazione Centrale, dove ha gustato il suo piatto preferito, i gamberi rossi di Mazzara del Vallo. Ha capito che la situazione sta diventando pesante, a causa delle indiscrezioni che vorrebbero il Milan già escluso dalla Europa League, ancor prima del processo che si terrà a Nyon in un giorno dal 18 al 20 giugno.
Per questa ragione, il manager cinese  ha deciso di operare in prima persona, perché  il tempo stringe. 

Il primo dirigente rossonero ha avuto dunque incontri e riunione con lo scopo di accelerare il rifinanziamento del debito della Holding
, la Rossoneri Luxemburg, alla caccia dunque di 180 milioni, il suo debito con il fondo Elliott. Più semplice, come sempre sostenuto da Marco Fassone, rifinanziare l’altro debito di 123 milioni, quello della AC Milan.

La novità più pregnante delle ultime ore parla della possibilità che Li Yong Hong possa essere affiancato da un socio di minoranza. Non una società,ma una persona fisica. Non dovrebbe essere cinese. Non sarà facile presentarsi a Nyon con un avvenuto rifinanziamento o con un nuovo socio, visti i tempi stretti, ma il Presidente rossonero ci sta provando. E’ indubbio che sarebbe una carta importante quando Marco Fassone si presenterà davanti ai tre giudici della camera giudicante di Nyon

Non sono intanto previsti suoi viaggi, in Svizzera, prima del giorno del giudizio. L ‘AD milanista sta lavorando su un’altra pista. Portare all’Uefa garanzie bancarie di 100 milioni  praticamente pari al debito di bilancio dell’ultima stagione. Intanto venerdì scorso, giorno dell’arrivo in Lussemburgo di un’altra tranche dell’aumento di capitale, gli avvocati, incaricati dal Milan, hanno inviato una memoria difensiva di 25 pagine, basata su tre punti per evitare la gravissima sanzione della esclusione dalle Coppe :
La non colpevolezza dell’attuale management perché il debito in bilancio riguarda gli anni 2015,2016,2017, sottolineando il fatto che, grazie alla campagna acquisti della scorsa estate, il valore della rosa sia aumentato

2 Il principio di eguaglianza, perché, nel passato, nessun Club, con gli stessi problemi di bilancio del Milan, è stato sanzionato con l’esclusione dalle Coppe.

3 Il processo alle intenzioni non suffragato da fatti concreti. Appare infatti paradossale una punizione così grave per l’ipotesi che Li Yong Hong in futuro non possa tenere i bilanci in ordine o che, ancora peggio, anche Elliott possa non seguire il Fair Play finanziario, quando non si conoscono ancora le intenzioni appunto del fondo americano .

L’impressione è che, grazie alla memoria difensiva del Milan e un certo movimento di opinione, la decisione dell’Uefa possa apparire più equa, ferma ma equa. A fine agosto dunque a Montecarlo non per passare una sera al Buddha Bar, ma per seguire, con la solita emozione, il sorteggio della prossima Europa League. Con il Milan dentro l’urna!