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“Firenze è nel mio cuore e non escludo un mio ritorno in futuro”. Nonostante siano passati più di 9 anni da quando ha svestito la maglia della Fiorentina per trasferirsi all’Atletico Madrid, l’attaccamento di Tomas Ujfalusi al club viola e alla città toscana è rimasto intatto. Dal calcio italiano alla Fiorentina, passando per la sua nuova esperienza fuori dal campo fino al momento difficile di Stramaccioni allo Sparta Praga, l’ex difensore ceco si è raccontato in esclusiva a Calciomercato.com.
 
SERIE A – “Finalmente la Juventus non domina più il campionato (ride, ndr). Quest’anno ci sono molte squadre pronte a contendere il titolo ai bianconeri. Mi piace molto il Napoli, che ha giocatori molto bravi e che sta facendo davvero bene. La Roma è un’ottima squadra, come ha dimostrato nella sfida di Champions League contro il Chelsea, rimontando due reti in casa dei Blues e sfiorando l’impresa in Inghilterra. Ci sono anche Inter e Milan, che sono sicuro si riprenderà e arriverà tra le prime 5. Non dimentichiamoci dell’Atalanta, che sia in campionato che in Europa League sta stupendo tutti. Sono molto contento che il calcio italiano stia crescendo nuovamente in termini di qualità e stia tornando a essere uno dei più belli e difficili del mondo”. 
 
FIORENTINA – “Quest’estate il club viola ha venduto i suoi giocatori migliori. Gli addii di Borja Valero, Bernardeschi, Kalinic, Rodriguez e Vecino sono molto pesanti, ma sono arrivati giovani bravi. Credo che ora serva un po’ di tempo per permettere a Pioli di lavorare e alla squadra di trovare i giusti meccanismi. In questa stagione sarà difficile per la Fiorentina riuscire a qualificarsi per le competizioni europee perché la squadra ha cambiato volto e perché ci sono molte squadre più attrezzate. Sono contento sia rimasto Federico Chiesa, un talento eccezionale. Sta già facendo benissimo e sono sicuro che nei prossimi mesi arriveranno nuove offerte importanti per lui, dopo quelle del Napoli della scorsa estate. È molto giovane ma ha dimostrato di essere un giocatore importante ritagliandosi uno spazio importante in una squadra come la Fiorentina”.
 
PIOLI – “Non lo conosco personalmente. La società ha sicuramente scelto un allenatore con esperienza che sa lavorare molto bene con i giovani, per aprire un nuovo ciclo e riportare la Fiorentina in Europa”. 
 
UN NUOVO CECO A FIRENZE: MARTIN GRAICIAR – “Sono molto contento per lui. La Fiorentina rappresenta la scelta giusta per i giocatori giovani perché ha un progetto molto importante per far crescere i nuovi talenti. Per Martin sarà sicuramente un’esperienza molto bella. La cosa fondamentale per lui è imparare la lingua prima del suo arrivo in Italia. È importante inserirsi fin da subito nel gruppo e parlare con i compagni. Nuovo prestito nella prossima stagione? Secondo me farà la preparazione con la prima squadra e poi si vedrà. Lo staff deciderà se tenerlo o mandarlo a giocare in qualche club tra Serie A e B. Sono convinto che anche quest’opzione possa essere importante per la sua carriera”.
 
BARAK E SCHICK – “Non sono sorpreso dall’ottivo avvio di stagione di Barak all’Udinese. È un giocatore che farà bene in Italia perché è un ragazzo che sa lavorare bene e ha grande voglia di migliorare. Schick è cresciuto tantissimo e credo sia un calciatore già pronto per grandi palcoscenici. È molto importante per lui giocare e non sarà facile in una squadra forte come la Roma, con un Dzeko in grande forma nel ruolo di prima punta, ma Patrik ha grandi doti e non avrà problemi a giocare sulle ali. Ha un grande fisico ed è veloce, oltre a essere molto bravo tecnicamente e nell’uno contro uno”.
 
JANKTO È PRONTO PER UNA BIG? – “Secondo me sì. Quest’anno si sta confermando con l’Udinese e sta facendo molto bene con la maglia della Repubblica Ceca. È molto importante per i giovani giocare con la Nazionale e lui ha dimostrato di essere molto preparato. Non so se andare via da Udine a gennaio sia la scelta migliore: credo sia meglio per lui restare fino a fine anno e poi fare il salto in una grande squadra. Si è parlato dell’Everton: secondo me il club di Liverpool può essere la squadra giusta per approdare in un campionato importante come la Premier League e giocare ad alti livelli, prima del definitivo salto in una top club”.  
 
L’ULTIMO TERZINO DESTRO – “Ancora oggi, a Firenze, si parla di “Ufo” come l’ultimo terzino destro di valore in maglia viola. Per me è un grande onore. Ci tengo a ringraziare Cesare Prandelli. Lui mi ha permesso di crescere e diventare un calciatore completo. Sono arrivato da difensore centrale e con la Fiorentina ho iniziato a giocare a destra. Con la maglia della Repubblica Ceca ho giocato anche a sinistra, quando mancava Jankulovski. Mi piaceva molto spingere e propormi in fase offensiva e la scommessa di Prandelli ha rappresentato una svolta nella mia carriera”.
 
LA NAZIONALE CECA – “Credo sia difficile nei prossimi anni ripetere quanto fatto dalla mia generazione. Nedved, Baros, Rosicky, Koller, Cech e tanti altri. Eravamo una squadra fortissima! Abbiamo giocato tutti in grandi squadre e in quegli anni la nazionale aveva una rosa ampia. Oggi alla selezione ceca mancano proprio alternative valide. È importante per i calciatori cechi trasferirsi all’estero, ma solo dopo aver accumulato un discreto numero di partite nel campionato ceco, che reputo molto valido soprattutto per i giovani. È il caso di Ladislav Krejci, passato al Bologna dopo una lunga militanza nello Sparta Praga, ma anche Pavlenka, Kaderabek e Darida, che oggi giocano in Germania”.  
 
AGUERO E IBRA – “Nel corso nella mia carriera ho avuto la fortuna di giocare che tanti calciatori forti. All’Amburgo c’era Sergej Barbarez mentre a Firenze ho giocato con Mutu, Toni e tanti altri. Mi ha stupito molto Fabio Liverani, un regista straordinario. A Madrid c’erano Godin, Forlan, Simao e De Gea, ma il più forte con cui abbia mai giocato credo sia stato “El Kun” Sergio Aguero. L’avversario più duro? Escludendo Messi e Ronaldo (ride, nda), il più difficile da contenere è stato senza alcun dubbio Zlatan Ibrahimovic”.
 
LAVORARE CON STRAMA – “C’è stata la possibilità di entrare a far parte dello staff di Stramaccioni ma quando ho appeso gli scarpini al chiodo ho avuto le idee molto chiare: non volevo fare l’allenatore per avere un po’ di tempo per me. È un lavoro che richiede molto tempo e impegno. Ora voglio stare con mia figlia e quindi in estate ho rifiutato questa opportunità”. 
 
CONTESTAZIONE IN CASA SPARTA – “Sto seguendo la situazione in casa Sparta e chiaramente i tifosi non sono contenti. Sono abituati a vincere e a lottare sempre per il titolo; credo che l’eliminazione in Europa League contro la Stella Rossa abbia pesato molto. Secondo me la protesta dei tifosi è legittima, alla luce di un inizio di stagione negativo. Il problema è che sono arrivati troppi giocatori nuovi. Contro il Viktoria Plzen hanno giocato un ottimo match ma non sono riusciti a portare a casa punti. Ora dovranno vincere tutte le partite per provare a raggiungere il secondo posto e disputare la Champions League nella prossima stagione. Credo che la prima posizione, occupata dal Viktoria Plzen, sia irraggiungibile: 15 punti sono tanti e la squadra di Vrba sta giocando davvero molto bene. Lo Sparta dovrà conquistare più punti possibili fino al termine del campionato”.
 
UN NUOVO PROGETTO – “Dopo la decisione dello Sparta di acquistare molti giocatori stranieri, ho deciso di abbandonare il ruolo di osservatore del club granata la scorsa estate. Oggi mi occupo dei giovani grazie al nuovo progetto “ProFutbol Analytics”: lavoriamo con i ragazzi dai 6 ai 14 anni nei settori giovanili dei club di tutto il mondo. Si tratta di un servizio per le società professionistiche che permette loro di valutare il metodo di lavoro e i progressi dei giovani atleti. Al momento siamo in 11 paesi tra cui Repubblica Ceca, Germania e Spagna e contiamo di continuare a espanderci nei prossimi mesi”.
 
RUOLO NELLA FIORENTINA – “Non abbiamo mai parlato di questa cosa perché quando mi sono ritirato dal calcio giocato sono tornato a Istanbul e nello staff di Mancini al Galatasaray. Dopo quell’esperienza, ho deciso di tornare a Praga per stare vicino a mia figlia. Sono ancora molto legato alla Fiorentina e non escludo un mio ritorno in futuro”.