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Ai microfoni di Calciomercato.com, Renzo Ulivieri, presidente dell'Associazione italiana allenatori, analizza come di consueto i fatti salienti della settimana, a partire dallo sciopero proclamato dall'Aic per l'11 e 12 dicembre e dal super Barcellona di Pep Guardiola, per finire con l'assegnazione dei Mondiali del 2018 e 2022 a Russia e Qatar, passando per la deludente due giorni di Europa League dei club italiani, Totti e Matri.

Partiamo dallo sciopero proclamato dall'Associazione italiana calciatori. Come vede la situazione ad oggi?
"La mia sensazione è che ci sia ancora tempo per addivenire a una soluzione, prima che si arrivi allo sciopero, che sarebbe una cosa estrema. Ho sentito valutazioni sbagliate da parte di troppe persone su questo sciopero. Ripeto, è uno sciopero che non parte da rivendicazioni salariali, ma parte dalle regole. Da qui si può discutere".

A inizio settimana il Barcellona ha annientato il Real Madrid di Mourinho e ora si sprecano i paragoni fra la squadra di Guardiola e i grandi club del passato, dal Milan di Sacchi all'Ajax di Cruyff. Secondo lei dove si colloca questo Barça?
"Non ce n'è per nessuno in confronto a questa squadra. E questo Barcellona è anche l'emblema della differenza che esiste in questo momento fra il nostro calcio e il calcio spagnolo, e parlo di qualità".

Già, il nostro calcio. Le nostre squadre sono uscite malconce dalla quinta giornata di Europa League: Juventus e Sampdoria sono state eliminate, mentre il Napoli sarà costretto a vincere a tutti i costi nell'ultimo turno per qualificarsi. Secondo lei le squadre italiane hanno snobbato questa competizione o non ce l'hanno proprio fatta, cioè hanno ottenuto questi risultati perché sono inferiori agli avversari che hanno incontrato?
"Non ce l'hanno fatta anche perché soggette a tanti impegni, ma è anche vero che non si sono svenate, ecco. Credo che le nostre squadre pensino ancora di più al campionato".

Tornando proprio ai temi del campionato, nell'ultima giornata la Roma ha perso a Palermo, interrompendo la sua rincorsa al vertice. Pensando al prosieguo della stagione giallorossa, secondo lei per Ranieri è davvero impossibile lasciare fuori Totti e proporre un tridente Menez-Vucinic-Borriello.
"Totti è un giocatore importante e la sua qualità non la discute nessuno. Bisogna che stia bene e che sia al massimo. Quando è al massimo è indiscutibile. Quando invece, come tutti, non è al massimo, la discussione si può fare".

Fra i bomber italiani, oltre al solito Di Natale, che si stra riproponendo sui livelli della scorsa stagione, in questa fase del campionato si sta mettendo in evidenza Alessandro Matri. Secondo lei l'attaccante del Cagliari è pronto per il salto in una grande squadra (si parla del Milan) ed eventualmente anche per la maglia della Nazionale?
"A Matri ha fatto bene la trafila che sta facendo. Se fosse partito subito da una grande probabilmente si sarebbe fermato. La gavetta che ha fatto e che sta facendo gli fa bene, è un giocatore che deve avere pazienza. Ha grandi qualità e può essere l'uomo per il Milan. Io credo che il Milan guardi al futuro e anche a questo giocatore".
 
Per finire, ieri sono stati assegnati i Mondiali del 2018 e del 2022, che sono andati, abbastanza a sorpresa, a Russia e Qatar. Ha prevalso la logica del denaro?
"Certamente sì, ormai l'orientamento è quello. Il Mondiale è diventato un grande affare, come lo è stato in Sudafrica, anche se là c'erano anche altri tipi di motivazioni. Non c'è dubbio che il discorso economico è prevalente nelle scelte".