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Sono la Juventus, il Milan, la Lazio, Cassano, Totti e i prossimi impegni delle italiane in Champions League gli argomenti trattati da Renzo Ulivieri nel consueto punto settimanale ai microfoni di calciomercato.com. Il presidente dell'Associazione italiana allenatori elogia Del Neri ed Hernanes, difende Totti e avverte i club italiani: in Europa stavolta sarà difficile.

Partiamo da Milan-Juventus. L'impressione è stata quella di vedere una squadra, la Juventus, contro un'accoli di solisti, il Milan. E' d'accordo?
"Sulla squadra compatta, la Juventus, sono d'accordo. Quella bianconera è una squadra compatta, sul piano morale e sul piano psicologico. Ma non sono d'accordo sul modo in cui è stato definito il Milan: non definirei i rossoneri un'accozzaglia di solisti, perché c'è un nesso logico anche nel Milan. E' più di solisti e meno di squadra, quindi l'allenatore deve fare un lavoro che non è facile, ma un'idea c'è. Se si va a vedere la prima parte del primo tempo di sabato sera, ad esempio, si sono viste cose importanti. E' vero poi che la Juve è stata brava nella fase di non possesso palla, e poi anche cinica. Ed è anche vero che ha lottato su ogni pallone e che gli attaccanti si sono sacrificati, è tutto vero. L'unica cosa meno vera è la valutazione che è stata fatta sul Milan".

Nella difesa della Juventus, sabato sera, hanno giocato come centrali Bonucci e Chellini, a causa dell'infortunio di Chiellini, e hanno offerto una buona prova. Alla luce di questa prestazione, e considerando la lunga assenza di De Ceglie, che lascia un po' sguarnita la fascia sinistra dei bianconeri, come vedrebbe un Chiellini a sinistra con Bonucci e Legrottaglie centrali?
"E' una cosa che ci potrebbe anche stare, anche se riportare esterno a sinistra uno che è una vita che non lo fa... Dovrebbe giocare abbastanza bloccato, ecco. Il segreto della difesa della Juve è Del Neri, su questo credo che non ci siano dubbi. E' uno che lavora molto bene sull'organizzazione della difesa".

Davanti alla difesa poi c'è questo Felipe Melo che sembra un altro giocatore rispetto a quello della scorsa stagione.
"Sì, sia che giochi da solo davanti alla difesa, sia che giochi come uno dei due centrocampisti centrali bassi. Ha ritrovato equilibrio e oggi è un giocatore importante".

Continua a volare la Lazio. Può fare un'analisi, anche tattica, della squadra biancoceleste per i nostri lettori?
"Intanto ha grande entusiasmo. Poi c'è la concomitanza della Lazio in testa e della Roma che naviga in acque peggiori. Anche questa è una squadra nella quale l'espetto mentale, del gruppo, è determinante. E poi ha giocatori di valore assoluto, anche se con una difesa normale, ma protetta dal lavoro di tutta la squadra. E' una squadra importante. Sulla trequarti, in fase di rifinitura, hanno un giocatore importante come Hernanes, che fa delle cose... Poi c'è la crescita di Mauri, che fa delle grandi cose sia da esterno sia quando gioca sulla trequarti. Mauri è un giocatore importante, da Nazionale, e la Lazio è una squadra importante".

Oggi è inevitabile parlare di Cassano e di Totti. Si pensava addirittura di poterli rivedere in campo insieme nella prossima amichevole della Nazionale, ma entrambi sono ricaduti in tipologie di comportamento (gli insulti al Garrone il primo, la reazione esagerata dopo l'espulsione con il Lecce il secondo) che hanno segnato un po' troppo spesso le rispettive carriere, per un verso o per l'altro
"Per Totti sembra un po' una disgrazia, via. E' un giocatore che ci teneva molto a giocare il derby, mi è sembrato proprio un'infortunio, via. L'espulsione è al limite, può essere data e non può essere data. L'arbitro non ha fatto un errore e non sarebbe stato un errore anche se avesse ammonito. Ha fatto questa scelta, che sta nelle regole. L'amarezza di Totti ci sta, e ci sta anche che abbia perso la testa, pensando al derby. Altro discorso è quello di Cassano, purtroppo. E' un discorso un po' più antipatico, intanto perché ci si trova di fronte a una persona che ha più anni di lui, insomma. Non siamo sul campo, io non conosco l'episodio e bisognerebbe conoscere bene come è andata, ma viene da pensare che abbia sbagliato".

La sua sensazione è che Cassano a gennaio vada via o che resti alla Sampdoria?
"Non lo so. In queste cose i margini di recupero si trovano e il tempo riesce a lenire le offese. Ieri Mutu, che è stato, fra virgolette, perdonato, ha fatto una grande prestazione con la maglia della Fiorentina. Non si possono dare l'ergastolo e la pena di morte per ogni reato. Ma non sono valutazioni che spettano a me, spettano a chi le ha subite le offese".

Concludiamo gettando uno sguardo alla due giorni di Champions League: Tottenham-Inter, Milan-Real Madrid e Basilea-Roma. Chi rischia di più fra le tre italiane?
"La Roma non ha un compito facile, anche se potrebbe sembrare, facendo un paragone fra Basilea, Tottenham e Real Madrid. Ma abbiamo già visto all'andata che non è un avversario facile. Il Milan trova il Real e non è facile perché la squadra di Mourinho sta andando bene. Così per l'Inter sul campo del Tottenham. Le italiane questa volta hanno tutte impegni difficili, per un verso o per l'altro. Le difficoltà si equivalgono".