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Il giorno dopo i funerali di popolo di Piermario Morosini, il sito cattolico ultraconservatore Pontifex.roma.it  ha pubblicato un indecente, ributtante, editoriale contro il calciatore, la cui scomparsa ha commosso il mondo intero e la cui straordinaria testimonianza di vita, di generosità e di uiltà è entrata nel cuore di tutti .

Nella palata di nefandezze, a firma Bruno Volpe, si dice fra l'altro che Morosini non meritasse i funerali in chiesa in quanto convivente con la fidanzata e non sposato.

Dalla cloaca massima di un pensiero che si definisce cristiano, scaturisce anche questo altro miasma: “Intanto nel generale processo di beatificazione del calciatore (che effettivamente non è stato trattato bene dalla vita), affiora altra situazione. Sappiamo bene che i soloni del cattolicesimo buonista insorgeranno, ma le regole sono regole. …. Morosini conviveva more uxorio con la fidanzata, senza alcun vincolo matrimoniale e non ne faceva mistero alcuno. Non risulta essersi pentito o aver detto di voler cambiare vita. Certamente Dio, nella sua infinita misericordia ne terrà conto e lo giudicherà con clemenza e pietà, ma la sua situazione è quella di pubblico peccatore, di chi  ha dato con la vita pubblico scandalo e pertanto le Esequie funebri pubbliche, con tanto di pompa magna, sono un altro abuso della Chiesa modernista che ormai stravolge tutto e tutti. Speriamo che almeno palloni e magliette da calcio o cori da stadio rimangano fuori della Chiesa. Bruno Volpe”.

Queste parole ignobili hanno scatenato la rivolta sul web contro Pontifex. Non pago, il Volpi assieme aCarlo Di Pietro, rincara la dose. In un altro commento ("Esequie funebri circensi con elogi ed applausi, i deliri dei neopagani, parroco esibizionista"), nel mirino finiscono anche i sacerdoti che hanno presieduto il rito religioso al Monterosso: " Il timore che la celebrazione funebre per Morosini, lo sfortunato giocatore del Livorno morto sabato scorso durante la partita col Pescara, si trasformasse in una sorta di circo è stato confermato, per ora nel silenzio tombale della Curia.

La responsabilità di certe esibizioni, a dir poco blasfeme,  è di alcuni sacerdoti disobbedienti ed affetti da manie di protagonismo; insignificanti impiegati che antepongono le loro singolari e diseducative personalità alla Rivelazione pubblica, alla divina Liturgia ed alla santa obbedienza".

C'è una sola cosa da dire a questi di Pontifex: andate all'inferno. E restateci.