120
23 ottobre 2016 - 21 ottobre 2017: c'è un anno, di fatto, fra il punto più basso dell'Inter di Frank de Boer e quella guidata da Luciano Spalletti, che torna da Napoli con un punto importante e, soprattutto, con la porta imbattuta. 

L'UTOPIA OLANDESE CROLLA A BERGAMO - L'Inter dell'utopia olandese quel giorno perse per 2-1 contro l'Atalanta a Bergamo: un risultato fin troppo stretto per gli orobici, per quanto si era visto sul terreno di gioco. Fu la partita che segnò a tutti gli effetti la fine dell'esperienza di de Boer sulla panchina nerazzurra, anche se l'esonero sarebbe arrivato due settimane dopo (dopo la vittoria sul Torino e la sconfitta con la Sampdoria). 

SPALLETTI TORNA ALLE ORIGINI - Un anno dopo, e con il passaggio intermedio di Pioli e Vecchi, Luciano Spalletti ha riportato l'Inter alle sue origini e alla sua identità. Storicamente, l'Inter vincente è quella che non prende gol: è sempre stato così, da Herrera a Mourinho, passando per Bersellini e Trapattoni

CATENACCIO? - Saggiamente, il 'ministro della difesa' Spalletti sta seguendo la stessa strada dei suoi illustri predecessori: primo, non prenderle. E se c'è chi, come Ottavio Bianchi, vede nella fase difesiva dell'Inter "un catenaccio camuffato", Spalletti è pronto a ricordare che le sue squadre, in passato, hanno anche giocato un bel calcio, raccogliendo comunque risultati: "Sarri mi ha dato del Ministro della Difesa? Va bene, mi ha costretto lui ad esserlo, ma l’anno scorso gli sono arrivato davanti". 

MA I TIFOSI... - Al momento, però, poco importa ai tifosi nerazzurri dello spettacolo: quel che conta, dopo sei anni di anonimato, è sentire di nuovo viva la possibilità di competere per lo scudetto.