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Guardo Allegri quando parla e lo trovo diverso da due anni fa. E’ diverso in quel che dice e in come lo dice. Cerca spesso parole che non trova, sembra incerto, insicuro, come se ci fosse una realtà troppo grande per essere spiegata. Parla per metafore dei suoi giocatori, vorrebbe si capisse quello che non può dire, ma poi si perde in spiegazioni spigolose, improbabili. Non è adesso il tecnico deciso di sempre, quello che trova il semplice nel complesso.



Sembra perso
, con il dubbio di essere finito improvvisamente in trappola. Gesticola, gli manca la vecchia fierezza, un po’ della sua classica arroganza. Si mette spesso le mani tra i capelli. Eppure ne ha passati di momenti stressanti, di squadre imperfette, li ha sempre affrontati e risolti. Ora è come capisse che la soluzione si sta allontanando e non dipende più da lui. Si gira la squadra tra le mani e non cambia niente. Dà ordini al campo e i giocatori se ne accorgono dopo cinque minuti. Per ritrovare la Juve è necessario prima ritrovare lui.

P.S.
Vi dovevo un grazie e un seguito sul mio Gregory. Purtroppo non c’è più.