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  • Un cappuccino con Sconcerti: i grandi campionati faticano a esprimere grandi Nazionali, è il momento di chi esporta calciatori

    Un cappuccino con Sconcerti: i grandi campionati faticano a esprimere grandi Nazionali, è il momento di chi esporta calciatori

    • Mario Sconcerti
      Mario Sconcerti
    Dobbiamo renderci conto che ormai tutti i grandi campionati hanno difficoltà a costruire squadre nazionali all’altezza.  La serie A è un esempio che conosciamo, il calcio inglese è ottimo a livello di club, ma con la nazionale non vince un trofeo dal 1966. Sono in difficoltà anche nazionali di alto tasso tecnico come Spagna e Germania. Le prime due finaliste di Nation League, qualunque cosa sia questo torneo, sono Croazia e Olanda. Questo porta a una conseguenza aritmetica: giocare nei grandi campionati aiuta soprattutto i giocatori stranieri. Usufruiscono di un calcio di alto livello e tolgono il posto ai giocatori di casa. Le nazionali hanno ormai pochissimi convocabili, spesso riserve nei loro club. La differenza è destinata a crescere ancora.

    L’Ungheria è l’ultimo esempio: conta poco a livello di club, è prima in un girone davanti a Italia, Germania, Inghilterra. Ma solo sette dei 25 giocatori a disposizione giocano in Ungheria. Gli altri 18 sono sparsi in tutta Europa. E’ il tempo delle nazionali che esportano, come Portogallo, Argentina, Croazia, Belgio, Olanda. Il Brasile ha 23 giocatori in Europa e solo due nei campionati brasiliani, Weverton, un portiere di riserva, e Pedro, con una sola presenza. Cioè niente.

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