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Forse Mancini, convocandolo in nazionale, ha messo Willy Gnonto davanti a qualcosa più grande di lui, ma ci sono buone speranze che il ragazzo sia un giocatore vero. Ha diciotto anni e mezzo, è nato a Verbania, sulla punta del lago Maggiore. Suo padre è un operaio, sua madre fa la cameriera. Gioca nello Zurigo dove quest'anno ha segnato nove reti e vinto il campionato. Ha già più di trenta presenze nelle nazionali giovanili, un ospite fisso da quando aveva meno di quindici anni. 

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Ma la sua vera impresa è stato rifiutare il contratto da professionista con l'Inter. Aveva sedici anni, da sette giocava nel vivaio interista. Tre anni fa, con grande anticipo sui tempi, era stato promosso in primavera. Ma disse no, aveva fretta, non voleva liste di attesa. Lo prese lo Zurigo e lo mise in prima squadra. Oggi ha alle spalle 59 partite in Svizzera e una canzone di successo dedicatogli da Schonbi, un artista tifoso. Mancini va pazzo per queste scoperte, gli ricordano se stesso. Gnonto è un fantasista di velocità e dribbling, nel calcio si dice assomigli a Sterling e Ribery. La sua speranza da oggi diventa un po' di tutti.