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Credo anch'io che la Juve sia la squadra migliore, ma continua a portarsi dentro qualcosa di strano. Non è ancora la grande squadra continua che sfinisce le partite con la sua personalità e trova alla fine il numero che la fa vincere. C'è ancora qualcosa che ricorda il tempo di Sarri e quello di Pirlo. Come una mentalità che è sfiorita, come restasse su tutto un senso di superiorità che non basta più. Non è una cosa certa, è una sensazione: quindi dimenticatela in fretta. Ma c'è qualcosa che è cambiato, come un'armonia interrotta. E che resta pesante nell'aria, anche in questa estate di lunghissime attese.


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Mi sembra l'abbia avvertito anche Allegri, le sue scelte sono trancianti: fuori Chiellini, fuori Kulusevski, fuori Morata, fuori Danilo. Fiducia a Dybala, non so quanto condizionata dal mercato. Gli appelli al sacrificio restano sempre costanti, non si parlerebbe continuamente di quel che serve se il necessario esistesse già. Non è un problema di giocatori, la qualità è tanta. E' un'atmosfera che tarda a tornare, qualcosa che i giocatori spesso non sanno nemmeno di aver perso. E proprio per questo fanno fatica a capire che devono di nuovo cercarla.