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Nel Milan l’assenza più pesante è stata quella di Theo perché è l’uomo che apre lo spazio alto in cui Leao comincia a guadagnare metri. Ma c’è stata l’evidenza anche di un problema strutturale. Il Milan a grandi livelli è in difficoltà fisica a centrocampo, ha perso tutti i contrasti e molti palloni di testa. I motivi sono due: il più importante è la non condizione di De Katelaere che costringe tutto il gioco all’inferiorità numerica. Il secondo motivo è più fine, ma sempre tecnico: quando il Milan trova un avversario senza un regista chiaro, con i due mediani in linea e un trequartista venti metri più avanti, Bennacer viene chiuso da due avversari.

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Ieri erano Kovacic, il suo uomo naturale, più Mount, che non aveva avversario diretto. Sarebbe toccato a Kalulu avanzare su Mount, ma avrebbe sconvolto la simmetria della difesa. Così si aspetta a zona e il trequartista resta libero a lungo. E’ un problema soprattutto europeo, in Italia solo Mourinho gioca con i due mediani. Ma anche in Italia ci sono stati momenti difficili, con Deulofeu o l’ultima volta a Empoli con Bajrami. Spesso toccava a Saelemaekers entrare più dentro il campo. Oggi questa soluzione mancherà per molto tempo.