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Leggo su Calciomercato che l’Inter è una delle poche a non aver pagato al ribasso gli stipendi e ci si chiede perché questo non sia stato scritto con evidenza. Semplice: l’Inter lo ha chiesto, ma i giocatori non hanno accettato. Era argomento che conveniva pubblicizzare? Altra cosa: ha ragione Marotta, l’Inter c’è e resterà sempre, non è questo il problema. Il punto è che l’Inter è una società ipotecata a garanzia di un prestito. Non c’entrano né Marotta né il mercato. C’entra Suning. Non è l’esistenza dell’Inter il problema, semmai la domanda è se sia conveniente appartenere agli Zhang o sarebbe meglio sganciarsi dalle loro parabole economiche.

L’Inter non sembra poter contare su immissioni di denaro dei suoi proprietari, deve vivere col dare ed avere interno alla società. Ma ha un bilancio costantemente in deficit, quest’anno di 245 milioni. Questo significa che le cessioni di Lukaku e Hakimi hanno coperto appena i due terzi delle perdite di una stagione e che il mare di debiti resta intatto. Si può andare avanti alla grande in queste condizioni? L’Inter ha l’attenzione di molti non perché gli altri siano tutti juventini, ma perché la sua situazione è profondamente oggetto di studio.