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Settimana scorsa l'arbitro Doveri è stato fotografato in aeroporto con, tra i bagagli, un piccolo zaino dell'Inter. Doveri era reduce da aver arbitrato la Supercoppa tra Inter e Juventus. Era proprio un piccolo zainetto, sembrava quasi una scatola da uovo di Pasqua, eppure è bastato accoppiare l'Inter con Doveri per scatenare le proteste social. Abbiamo ormai una soglia del sospetto molto più bassa del senso del ridicolo. 

Naturalmente sono stati moltissimi ad avere il dubbio che l'omaggio dello zainetto fosse stato propedeutico a una direzione di gara favorevole all'Inter. Questo appartiene al normale rancore da tifosi deboli, quelli che hanno bisogno di vivere nell'aria del complotto. Ma c'è stato perfino chi ha dubitato dell'opportunità di mostrare lo zainetto pubblicamente. Non si fa, hanno detto quelli che sanno sempre come si fa. 

Sono convinto da anni che molti tifosi siano peggiori del calcio peggiore, che almeno si gioca all'aperto, si vede in diretta e in moviola, non ha più niente da nascondere. Mentre noi non abbiamo più un grammo di ironia e versiamo rancore su tutto, anche sulla logica. Sei colpevole quando nascondi, non quando mostri uno zainetto da venti euro. Suvvia belli, aprite la finestra. C'è ancora luce là fuori.