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Per la prima volta in questo campionato ho visto una Juve diversa. E’ successo nell’ultima mezzora della partita con l’Inter, quando è tornata ad essere una squadra normale, con tre attaccanti e una forte volontà di vincere. Per un’ora Allegri ha giocato con McKennie e Bernardeschi, interni e Locatelli davanti alla difesa. Kulusevski, che era il secondo attaccante, ha giocato quasi a uomo su Brozovic, peraltro molto bene. Brozovic ha dato un aiuto inferiore al normale. Quando è uscito Bernardeschi era il minuto 18 e l’Inter era già in vantaggio, ma Allegri lo ha sostituito con un mediano, Bentancur. La partita è cambiata quando sono entrati Chiesa, Dybala al 65 e più tardi Arthur. Non una Juve travolgente, ma una squadra finalmente di nuovo ambiziosa.



Questo è stato un cambiamento profondo. Lo stesso Arthur ha fatto pensare di poter formare con Locatelli una coppia vicina al giusto, con ingredienti diversi ma corretti. Basterà? Sinceramente non lo so. Dieci punti sono sempre rimediabili in 29 partite, ma nei tempi moderni non li ha recuperati nessuno a due squadre. Però ricomincia forse un po’ di buon calcio, l’idea di un equilibrio che non debba guardare solo verso il basso.