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Tante volte si parla di calcio senza sapere quello che diciamo. Maneggiamo il calcio come fosse un grosso sasso, invece è sabbia, è diviso continuamente da cose di cui perdiamo subito memoria. Per esempio oggi si parla molto di quello che la Juve dovrebbe fare e non sa fare. Poi vado a rivedere l’ultima Juve di Allegri, quella dello scudetto 2019 e ho un’illuminazione Tra quelli che giocarono da 10 a 31 partite c’erano Matuidi, Pjanic, Emre Can, Cancelo, Mandzukic, Douglas Costa, Spinazzola, Khedira e…Cristiano Ronaldo. C’è qualche differenza con oggi?



Altro esempio. Io stesso continuo a vedere nell’Inter la squadra di riferimento, ma c’è qualcosa che non va nel calcolo, sette punti da riprendere a due squadre sono tantissimi nell’alta classifica. Perché continuiamo a mettere l’Inter sul piano di Milan e Napoli? Nel calcio si può far tutto, ma c’è un ragionamento reale dietro questa fiducia in un contro-calcolo? L’Inter lo scorso anno, con una squadra diversa e contro un Milan diverso, impiegò 22 giornate per superare il Milan, che andò in testa alla terza e restò primo fino alla ventiduesima gara. Il distacco massimo reale, non contando le sfasature dovute ai rinvii per covid, era stato di 5 punti.