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Quello che si voleva misurare la prima sera, era la capacità di stare in Champions. Il Milan mancava da molti anni, l'Inter era uscita male un anno fa. Di altri giudizi non bisogna fidarsi, altrimenti si cade nell'eterna sensazione che il futuro sia uguale all'ultimo presente visto. Non è così. Non è un grande danno perdere di misura a Liverpool se poi batti l'Atletico in casa. E' questa la relatività del risultato. Il problema del Milan non è se sia un'ottima squadra, è se sia all'altezza di grandi avversari subito. 

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Su questa domanda ha risposto meglio l'Inter. Il Milan ha meritato di perdere, l'Inter no. L'Inter giocava in casa, il Milan in uno stadio leggendario. Anche questo conta. Ma mentre ci facciamo domande dobbiamo renderci conta che il calcio è fortemente cambiato. Pochi anni fa lo Sheriff non sarebbe arrivato in Champions. Forse nemmeno lo Young Boys. Il Lipsia non esisteva. Sono frutti quasi casuali di un Europa che cambia avventurosamente. Lo Sheriff appartiene a una terra che non esiste, la Transnistria. E' riconosciuta come Moldavia, non di per se stessa. Il gioco è bello perché ci è sta scappando di mano. 

P.S. Grazie per le risposte su Gregory. Il giorno è oggi. Vi faccio sapere.