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Torna l'appuntamento di Calciomercato.com: un cappuccino con Mario Sconcerti. I temi dell'attualità calcistica approfonditi da uno dei punti di riferimento del giornalismo italiano e presenza fissa sulle pagine del nostro sito. Il commento di oggi è su Pirlo.



Pirlo è già il migliore. Si dice perché è stato un grande giocatore e sa come parlare ai grandi giocatori. Ma ogni grande giocatore ha un pensiero, un’idea di calcio e quell’idea è in contrasto con l’idea di un altro grande calciatore. Qual è quella vera? L’esperienza sarebbe utile se portasse tutti alla stessa conclusione. Ma se ognuno la pensa a modo suo a cosa serve essere stati grandi calciatori? Conta l’idea di calcio, non averla già giocata. Avere lo stesso linguaggio dei giocatori aiuta se non hai niente di tuo da dare ai giocatori. Suarez non è stato un grande tecnico. Platini e Maradona nemmeno. Allegri sì, ma non era stato un grande calciatore. Agnelli può aver avuto coraggio nello scegliere Pirlo, ma anche paura di quello che sarebbe successo alla Juve lasciata senza Sarri.

Che la comunicazione sia poi dalla parte dei forti lo conferma la vita. Si parla di Juve come di Empoli o Sassuolo, Bologna o Fiorentina? No. Perché hanno dei cattivi uffici stampa? Nemmeno. Solo perchè hanno meno popolo alle spalle. Cioè soldi. Ed essere tifoso di una grande squadra non è un privilegio. Basta svegliarsi una mattina e decidere che siamo per chi vince.