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Andrea Agnelli è quello che ha portato al macero un’idea miliardaria nonostante gli sponsor che aveva: che titoli ha adesso per essere lui a riproporla? I problemi tra i club e l’Uefa sono problemi di governance dell’intero movimento e vanno affrontati, ma c’entrano poco con il progetto Superlega che prevede un campionato europeo con sedici squadre fisse più quattro invitate, nessuna retrocessione, un blocco fisso di squadre promosse all’infinito in base alla ricchezza. O ha cambiato idea?

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Agnelli dice che il progetto prevede solidarietà e mutualità, cioè disponibilità ad acquistare l’assenso dei meno forti purchè non rompano le scatole. Dimentica una cosa fondamentale, la gara. A una gara si accede e da una gara si esce a seconda dei risultati. Questo è il valore di qualunque competizione. Quindi anche il suo valore economico. Nascere ricchi è una cosa meravigliosa, ma non è mai stato un diritto eterno. Il resto è rischio, è mercato.

Vuole Agnelli un primo via libera? Dica come si retrocede dalla Superlega e come ci si arriva. O è un dominio di nascita che prescinde dai risultati? Non risulta fosse questo che volevano dire Edoardo Agnelli e l’Avvocato. John Elkan sì?