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L’ultimatum dell’Uefa sull’obbligo di pubblico negli stadi per gli Europei è insopportabile. Chi è alla guida di qualunque organizzazione dovrebbe sapere che non è questo il momento di dare ultimatum a nessuno, di nessun genere, tantomeno se il genere è il calcio. Ne abbiamo fin sopra i capelli di divieti. E’ straordinario sentire che qualcuno ci punirà se non possiamo garantirgli adesso di essere a giugno guariti abbastanza per fare da buona cornice alle partite. Come se navigassimo contro, come volessimo essere a giugno tutti ancora in balia del virus, ancora tutti un po’ malati. Come si permette l’Uefa di fare richieste che cadono dritte sulla nostra pelle? Bisogna avere il cuore dentro un portafoglio, non avere senso del tempo, giudicare un individuo per il suo valore di oggetto-spettatore, buono solo per fare da claque.

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La Federazione italiana per adesso tace, ma sparge la voce che se ci togliessero gli Europei sarebbe una grande occasione persa per il Paese. Grande occasione persa? Per organizzare quattro partite? La vera occasione persa sarebbe non poter andare ancora allo stadio. Almeno quanto non mandare a quel paese chi ci pone adesso l’obbligo di andarci.