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Nick Didlick, candidato al premio Pulitzer per le sue foto della tragedia dell'Heysel, prima della finale di Coppa dei Campioni del 1985 tra Juventus e Liverpool, è tornato a parlarne a Gazzetta.it. Queste le sue parole: "Quel che è successo quel giorno non potrò mai dimenticarlo. Io ero in un punto centrale dello stadio e ricordo una scena che non avevo mai visto in vita mia: due settori pieni di gente allargati così completamente aperti. Poco dopo capii che quel buco tra tifosi inglesi e i tifosi della Juventus c'era perché stava accadendo qualcosa  nello stadio che li spingeva. Ed era qualcosa che spingeva gli italiani in uno stretto, piccolo, angolo fino a pressarli contro la recinzione. Quindi ho iniziato a guardare in quella direzione perché era davvero insolito quando vedi una separazione di quel tipo. E mi avvicinai, da dentro il campo da gioco, fino a quando il muretto collassò. Era un muretto non particolarmente alto: 3 o 4 metri di altezza, se ricordo bene. Ma quel muretto cadde improvvisamente, schiacciando i tifosi uno sopra l'altro. Ricordo di aver pensato: 'Non possono credere che facciano giocare la partita. La gente non sa quello che è successo qui?' Capisco adesso , col senno di poi, che lo fecero perché non volevano che gli inglesi potessero mischiarsi col resto del pubblico. E probabilmente fu la decisione migliore in quel momento, perché ha consentito a più polizia di entrare nello stadio ed essere preparata per la fine della partita. E questo almeno ha permesso di concludere l'evento abbastanza bene alla fine, proprio per merito di quella decisione di giocare la partita".