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Quarantacinque minuti di una bellissima Atalanta, ma in novanta il Milan è stato superiore, toccando livelli tecnici incredibili. E’ finita 3-2 per i rossoneri a Bergamo, però per il numero delle occasioni poteva finire con una dozzina di gol. Il Milan ha impiegato mezzo minuto per segnare il primo, quarantadue minuti per segnare il secondo, e in mezzo una partita pazzesca fra una squadra, l’Atalanta, che cercava di recuperare, e un’altra, il Milan, che non ha mai cercato di gestire e ha attaccato di continuo. Se un amante di calcio fosse stato davanti alla tv senza conoscere il nome delle due squadre avrebbe pensato a una partita di Premier League. Ritmi folli a folle velocità e nonostante quelle incredibili volate gli errori tecnici non erano molti. I corpo a corpo erano continui, come quello leale e combattuto fra Kjaer e Zapata. Bello, bellissimo il primo tempo di Bergamo. Il secondo è stato più di marca rossonera, nonostante le due reti dei nerazzurri nel finale. Il Milan ha giocato la ripresa con la tranquillità di chi era in vantaggio, ma anche con la forza di chi è consapevole dei propri mezzi e sa cosa vuole. Quella di Pioli è sembrata ancora una volta una grande squadra pronta per lottare per lo scudetto, in questa partita ha ritrovato anche il miglior Kessie e ha confermato il valore dei suoi giovani, a cominciare da Tonali e Leao, autori di gol decisivi come Calabria.

TERZINI? NO, PUNTE CENTRALI - Quando il Milan ha iniziato a giocare, il Napoli era in fuga. La vittoria di Firenze aveva portato la squadra di Spalletti a 21 punti, cinque più del Milan. La pressione era aumentata ed era obbligatoria una risposta immediata che è arrivata su un campo e in una partita difficilissima. Partita che il Milan ha indirizzato dalla sua parte con la prima azione, tre passaggi, da Saelemaekers a Hernandez in posizione da trequartista, a Calabria, in posizione da centravanti, Palomino bruciato e Musso battuto da un suo errore (palla respinta debolmente sul sinistro di Calabria). Due terzini trasformati in attaccanti, l’Atalanta non ha nemmeno capito cosa stesse succedendo. Per 10', la squadra di Gasperini è rimasta in balìa del Milan che ha avuto altre due occasioni per far paura a Musso. Poi un tiro dalla distanza, peraltro con mira sbagliata, di De Roon ha interrotto il dominio iniziale del Milan e ha permesso all’Atalanta di mettere il naso fuori dalla sua metà campo. Da quel momento un’azione di qua, una di là, con Maignan protagonista, con occasioni e palle-gol, con conclusioni continue. Il Milan ha accettato che la partita si spostasse sul terreno preferito all’Atalanta, ma la sua crescita tecnica, tattica, atletica e mentale gli ha permesso di reggere l’urto portando a sua volta pericoli continui.

TONALI, DUE GOL - Prima doppia palla-gol per l’Atalanta al 14' dopo un tunnel di Zapata su Kjaer, una respinta di Maignan e un salvataggio di Tonali sul tap-in di Malinovskyi. Per l’ex bresciano quell’intervento valeva un gol. Palla-gol del Milan su azione Leao-Rebic-Diaz, tiro piazzato, respinta di Musso di piede rimanendo in piedi... Siamo andati avanti così. Maignan è stato fenomenale per due volte di fila, la prima su Zappacosta, la seconda su un colpo di testa da due passi di Zapata. E’ stata la prodezza della serata del sostituto di Donnarumma. Si è fatto male Pessina e al 24' Gasperini ha fatto un cambio di stampo difensivo, mettendo un terzino come Pezzella e avanzando Maehle tutt’e due sulla fascia sinistra. Il ritmo è leggermente calato (da 100 all’ora siamo passati a 90...) e Tonali ha piegato definitivamente la gara strappando la palla a Freuler (che l’aveva coperta malissimo), puntando Musso e battendolo con un interno a fil di palo.

CON TUTTA LA FANTASIA (MA POCA...) - A inizio ripresa Gasperini ha cambiato ancora, togliendo Demiral per inserire Koopmeiners e arretrare De Roon al centro del trio difensivo. Ora ne aveva a sufficienza di costruttori di gioco e, se gli mancavano i risolutori e i fantasisti, ha provveduto dopo 11 minuti mettendo dentro sia Ilicic (per Malinovskyi) che Muriel (per Maehle): il contributo dei nuovi entrati sarà pari a zero. La pioggia sempre più fitta e il campo sempre più scivoloso rendevano ancora più inglese questa partita che ha toccato di nuovo ritmi impensabili. Al gol si è avvicinato di più il Milan, con un colpo di testa di Saelemaekers (su cross di Rebic) deviato in angolo da Musso con una prodezza.
IL DEBUTTO DI MESSIAS - Quattro cambi di Gasperini prima di 60 minuti di partita, nessuno di Pioli. Che aveva ragione a non toccare niente visto che Calabria è andato a un passo e dalla sua personale doppietta. La prima sostituzione è arrivata dopo 73 minuti quando ha fatto il suo debutto in rossonero Messias al posto di Brahim Diaz, un ragazzo che continua a crescere, anche fisicamente, di partita in partita. Poco prima, Palomino aveva soffiato a Saelemaekers un’altra occasione d’oro in area piccola. Nel secondo tempo, fino a quel momento, nettamente meglio il Milan dell’Atalanta che non riusciva a sfruttare la fantasia di Ilicic e Muriel. Erano evidenti, in questo scorcio di gara, i progressi di Kessie: mentre gli altri calavano, teneva ritmi alti, la sua ripresa è stata all’altezza della scorsa stagione.

IL CAPOLAVORO DI LEAO - L’attacco atalantino non stava producendo niente di buono, mentre il Milan non smetteva mai di ripartire e ha chiuso (o almeno così ha creduto) la partita con un fantastico contropiede. Palla recuperata proprio da Kessie, dall’ivoriano a Messias, a Leao, tacco per Hernandez che ha dato la sua accelerata, ha puntato l’area e toccato il pallone a sinistra, Messias si è fermato perché era in fuorigioco, mentre Leao, in posizione regolare, ha piazzato la palla all’incrocio. L’Atalanta ha frugato nel suo orgoglio e ha tirato fuori un finale che ha fatto paura al Milan. Prima ha segnato il gol del 3-1 su rigore, per un fallo di mano di Messias su tiro di Zappacosta. Zapata, in fondo a una partita di sportellate, ha messo la sua firma sul tabellino. Al terzo minuto di recupero, a 60 secondi dalla fine, ha segnato anche il 3-2 con Pasalic su assist di Zapata, fra le proteste di Pioli (ammonito) per un fallo precedente dello stesso Zapata su Messias. Non c’era altro tempo.

UN RECORD DA SCUDETTO - Nonostante i due gol presi nel finale, per il Milan è stata una grande vittoria. Può interessare questo dato: con i 19 punti di questo campionato i rossoneri hanno eguagliato la miglior partenza nell’èra dei 3 punti a vittoria nelle prime 7 gare, erano 19 anche nel 2003-04, quando vinsero lo scudetto.