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Italia si allena in gruppo, proprio tutta Italia e proprio a partire da oggi.

Si allena in gruppo nei negozi che oggi riaprono, allena la voglia di comprare che forse accusa più di qualche caduta di tono muscolare.

Si allena nei ristoranti, bar, pasticcerie, gelaterie che oggi riaprono. Allena la pazienza della fila, allena il piacere di andare a mangiare fuori casa, piacere reduce da un lungo infortunio e che dovrà ricominciare a camminare col bastone a sorreggerlo tra tavoli allontanati, camerieri in mascherina, posate e bicchieri da ospedale o mensa aziendale.

Si allena da oggi l'Italia negli uffici che un po' riaprono e un po' continuano a lasciare i dipendenti al lavoro a casa. Si allena sui bus e in metro e da oggi anche in automobili che più lontano possono andare, da oggi ci si allena senza auto certificazione, confine la propria Regione.

Si allena in gruppo l'Italia a riveder gli amici (si faceva in realtà già prima). Ma ora c'è il timbro e quindi allenarsi a rivedersi la sera a casa fra amici. Non troppi, non per far festa, ci si allena anche a questa misura che non è per nulla facile allenarla.

Da oggi l'Italia si allena in gruppo a convivere con l'epidemia, si allena all'estate del coronavirus. Si allena in gruppo e con ottimismo, molto ottimismo.

Oggi è il giorno dell'ottimismo. Quello ufficiale, ufficialissimo, di governo. Conte ha detto: "Rischio calcolato". Molto, molto improbabile che qualcuno abbia calcolato davvero quale e quanto rischio. Anche perché come lo calcoli se non sai tanto bene e preciso come si comporteranno gli italiani e coronavirus?

Coronavirus sembra nell'ultima settimana giocare nella sua metà campo, ma non si sa.

Gli italiani? L'immagine forse più riassuntiva è quella dell'Italia tutta con mascherina, calata sul mento però e spesso col naso libero.

Ma presto il mare, a fine mese. E da oggi la seconda casa (se in Regione). E tra 10 giorni la palestra. E tra venti giorni il mare, la montagna, il lago, il bosco, anche lontano, anche nelle altre Regioni. E tra un mese pure il cinema e il teatro.
Ottimisti, ottimismo non ci manca nel riprendere ad allenarci in gruppo. Magari la vediamo nerissima (a ragione) per la devastazione socio economica che ancora non si vede in tutta la sua dimensione. Ma tra noi e coronavirus, questa partita la vediamo oggi all'insegna dell'ottimismo.

Ottimisticamente quelli che dovevano riaprire attività economiche e commerciali hanno vinto la battaglia dei metri: un metro di distanza tra clienti e non di più. Un metro e non di più altrimenti negozi, ristoranti, mercati, spiagge e altro non stanno economicamente in piedi. Già così...

Un metro è appunto la misura dell'ottimismo. Quelli in camice dicono che è poco, ma questa è la misura con cui andiamo ad allenarci in gruppo: un metro più o meno, deve bastare. Siamo ottimisti che basterà e molto ottimisti sul fatto che ce ne ricorderemo sempre di tenere quel metro.

Da oggi ci si allena in gruppo e in fondo è giusto e umano che lo si faccia con ottimismo.

Anche se il vero Articolo Uno del Protocollo nazionale estate 2020 coronavirus è fatto in fondo di una sola parola e cioè arrangiamoci, ottimismo! Una mascherina mezza abbassata e mezza tenuta su e una fila a negozio terranno a bada l'epidemia.

E poi contro il virus c'è l'estate, il caldo (non lo bastonano?) e c'è anche la prudenza di noi tutti e c'è soprattutto che ci siamo stufati, non ne possiamo più e abbiamo quindi deciso di spegnere interruttore epidemia. Prima acceso, da oggi spento.

Ottimismo, che forse va. Bene no, ma forse va. E se per negozi e ristoranti e spiagge e per ogni dove l'Italia si è fatta lo sconto metri distanza anti contagio, allora ottimismo sia anche per il calcio. E si torni quindi a giocare quel 13 giugno quando riaprono perfino cinema e teatri.

Oggi è il giorno dell'ottimismo, ogni tipo di ottimismo: quello ufficiale, quello di cuore, quello genuino e anche quello artificiale e posticcio, quello sincero e quello solo di facciata, quello della speranza e quello dell'opportunismo.

Ma oggi come si fa a non essere ottimista? Mentre ci alleniamo in gruppo il pessimista si taccia. In fondo il pessimista è solo e soltanto un ottimista informato.