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Tempo fa guardavo una partita di campionato del Lokomotiv. Così, per svago. A un certo punto l’arbitro concede una punizione dal limite ai Ferrovieri e sul pallone si presentano il numero 11 e il numero 59. Il primo prende la rincorsa per calciare col destro, l’altro col sinistro. Attendono immobili il fischio, speculari in tutto e per tutto, persino nel modo di riprendere fiato. Sono i gemelli Miranchuk, rispettivamente Anton e Aleksey, nati il 17 ottobre del 1995. Il mancino, oggi, è un obiettivo della Dea. Si cerca urgentemente un vice-Ilicic, un vice degno, in grado di garantire a Gasperini alcune caratteristiche imprescindibili per il suo gioco. Basta riadattare centrocampisti, serve un giocatore offensivo e fantasioso che abbia colpi vagamente simili a quelli dello sloveno.

In Russia dicono che dei due fratelli il più talentuoso sia proprio Aleksey, il mancino. Ma io non ci metterei la mano sul fuoco, anche Anton non scherza. All’Atalanta però serve proprio quel tipo di giocatore lì, uno che sappia rientrare da quella parte, a piede invertito, per connettersi al Papu. Uno che non sia propriamente un esterno…  
 
I GEMELLINI- L’intesa col fratello, un’intesa di sangue, prefigura forse l’affinità elettiva che potrebbe nascere, istintivamente, tra Aleksey Miranchuk e Gomez. In Premier Liga, infatti, il Lokomotiv tende a giocare col 4-2-3-1. Ecco perché c’è anche l’interesse del Milan sul giocatore. Questo sistema di gioco lo faceva Yuri Semin e lo fa tuttora Marko Nikolic, il nuovo allenatore dei rossoverdi. Non prendete come riferimento il 5-3-2 visto a Torino contro la Juve di Sarri, i moscoviti dovevano difendersi in quella circostanza. Di solito, nel 4-2-3-1, Aleksey gioca trequartista (posizione ricoperta da Calhanoglu nel Milan), mentre Anton sta sulla fascia sinistra. Ciò consente al primo di svariare su tutto il fronte d’attacco, lo libera in un certo senso. E questo è già un buon requisito per diventare il vice-Ilicic, perché lo sloveno gioca ben al di là del suo ruolo e di una zona di competenza. Il Milan dunque è un contesto più simile, l’Atalanta invece richiederebbe al ventiquattrenne russo uno sviluppo ulteriore, potenzialmente idoneo ma ancora tutto da modellare.   



Qui vediamo Aleksey avvicinarsi al gemello per dargli un appoggio nello spazio di mezzo di sinistra. Quasi sincroni tra loro, quando Anton tocca il pallone verso il centro, Aleksey arretra immediatamente per fargli largo, spostando così non solo sé stesso ma anche lo spazio utile per una possibile combinazione tra i due.     



E infatti Anton gli chiede solo a quel punto una triangolazione (col destro).



Aleksey ricambia col mancino. Indipendentemente dalla porzione di campo coinvolta, queste sono le associazioni e i microsmarcamenti che il Papu domanda a Ilicic, e viceversa.  



PIÙ DINAMICO DI JOSIP?- Forse Aleksey Miranchuk (che da adesso in poi chiameremo solo Miranchuk) è persino più dinamico di Ilicic. Allo sloveno infatti piace molto ricevere sui piedi: tecnicamente e nell’uno contro uno probabilmente è superiore. Però il russo attacca l’area con più frequenza e non solo per chiudere una triangolazione come tende a fare Ilicic. Potrei citarvi quel gol contro la Juve, a Mosca in Champions: cross dalla sinistra, colpo di testa, palo e tap-in. Preferisco però un’immagine freschissima, tratta dalla terza di campionato (20/21) tra Ural e Lokomotiv andata in scena a Ekaterinburg questo mercoledì, sia per mostrarvi gli spettatori sugli spalti (un segno di speranza), sia per farvi apprezzare il movimento senza palla di Miranchuk (un segno di intelligenza).



ALLA ILICIC – Proprio come succede a Ilicic, puoi vedere Miranchuk (che è mancino e interpreta il ruolo di trequarti stando prevalentemente sul centrodestra del fronte d’attacco nel 4-2-3-1, per questo, credo, si adatterebbe bene alla Dea), dicevo come Ilicic puoi vederlo portato dall’azione tutto a sinistra, ossia dalla parte opposta alla sua comfort zone. Alla Kazan Arena, durante la prima di campionato (11 agosto), Aleksey ha segnato partendo da lì. Anche questa idea per Rybchinsky sa molto di Ilicic.



Dopo avergli passato il pallone tra due uomini, Miranchuk si è fiondato in area a rimorchio. Rybchinsky nel frattempo aveva raggiunto il fondo, poi aveva fatto finta di crossare e mandato a vuoto il suo inseguitore. Così gliel’ha ridata. 


Al che Miranchuk non ha tirato di destro (non sia mai!) e non ha cercato nemmeno la potenza. Ha mirato l’angolo lontano, d’interno, rasoterra. Una scelta efficace, ma certamente non convenzionale.



L’ULTIMA PERLA – Contro il Krasnodar del giovane allenatore Murad Musaev, una specie di De Zerbi russo, Miranchuk ha realizzato la sua ultima perla. Consiglio a tutti di recuperare la partita: il Krasnodar gioca un ottimo calcio, Aleksey fa davvero un gran gol. Aveva raccolto un lancio sulla trequarti stoppando il pallone di petto, poi aveva aperto a sinistra e si era buttato in area senza palla. Il cross sbagliato del compagno era finito dalla parte opposta, dove arrivava il terzino destro Zhivoglyadov. Zhivoglyadov ha crossato di nuovo. Troppo arretrato, altro errore, un’altra palla per nessuno. Invece Miranchuk l’aggancia con la punta del mancino. 



Manda a vuoto il difensore con un unico splendido tocco.



E davanti al portiere calcia in rete sempre col piede nobile, d’interno.



Rivediamolo da un’altra angolazione lo stile principesco di Aleksey Miranchuk.



Proprio un principe tra Ferrovieri! È normale che la Dea ci sia cascata.