Il Var ha eliminato dalla Champions la Roma dopo 114 minuti di sofferenza. Il Porto, che era stato largamente superiore per un’ora abbondante, stava lentamente consegnandosi alla Roma che stava crescendo e aveva gettato al vento due grandi occasioni di Dzeko. Il Var ha pescato una trattenuta di Florenzi e non ha tenuto lo stesso metro di giudizio per uno sgambetto su Schick. Nella notte senza ritorno, è sceso in campo anche Totti, con una vigorosa presa di posizione in favore del tecnico in bilico. Di Francesco ha rivoluzionato i suoi dogmi puntando sulla difesa a tre, novità assoluta ma non tanto visto che l’indimenticabile rimonta con il Barcellona prese lo slancio da una formula analoga. Bocciato Fazio, spedito addirittura in tribuna, i tre difensori battezzati sono stati Manolas, Marcano e Juan Jesus, un terzetto mai visto. Karsdorp e Kolarov esterni, De Rossi e N’Zonzi in mezzo, Zaniolo e Perotti alle spalle di Dzeko. Conceiçao ha invece recuperato l’attaccante maliano Marega, che all’Olimpico non era disponibile, oltre a Corona che ha scontato il turno di squalifica.

La partita si è sbloccata dopo 26 minuti quando Manolas, che si era avventurato in un improbabile incursione, ha perso il contrasto sulla linea mediana del campo. Il pallone è finito tra i piedi di Marega che ha sfondato a sinistra fornendo l’assist vincente a Soares. Confesso che a questo punto ho temuto il crollo verticale della Roma, anche perché il Porto sembrava padrone della situazione con Herrera capitano impareggiabile. Ma l’altro capitano, Daniele De Rossi, ha suonato la riscossa come solo i campioni veri sanno fare. Recuperato un pallone a metà campo, lo sceriffo di Ostia ha servito Perotti che si è prodotto in uno dei suoi numeri scavalcando Militao che non ha trovato di meglio che sgambettare l’argentino. Rigore solare per il quale non è stato necessario scomodare il Var ed esecuzione esemplare del capitano con il pallone da una parte e Casillas dall’altra.

Il destino degli eroi è sempre custodito dagli dei che amano il pathos: la vecchiaia è spesso crudele. Un dolore al polpaccio, premessa di uno stiramento, ha chiuso la serata di De Rossi che poco prima della fine del tempo è stato costretto a salutare la compagnia. Al suo posto è entrato Pellegrini. Per la Roma si è nuovamente spenta la luce. Olsen ha parato alla grande su Marega, ma l’attaccante del Mali ha fatto centro poco dopo demolendo da solo una difesa davvero precaria. Florenzi è entrato al posto di Karsdorp, che aveva esaurito la benzina. Olsen ha difeso la dote con un paio di interventi rimarchevoli, Dzeko e Pepe hanno cominciato  un incontro di catch per conto loro ed è venuta l’ora dei supplementari. Con il fatale 114 minuto che cancella la Roma di Di Francesco lasciandoci le lacrime disperate di Florenzi.





IL TABELLINO

Porto-Roma 3-1 (primo tempo 1-1)

Marcatori: 26′ Soares, 37′ De Rossi (rig.), 8'st Marega, 116′ Telles

Porto (4-3-3): Casillas; Militão (13'pts Pereira), Felipe, Pepe, Alex Telles; Otávio (3'pts Hernâni), Danilo, Herrera; Corona (68′ Brahimi), Marega, Soares (33'st Fernando).
All.: Conceiçao.

Roma (3-4-3): Olsen; Jesus, Manolas, Marcano (31'st Cristante); Karsdorp (10'st Florenzi), De Rossi (48′pt Pellegrini 3′pts Schick), Nzonzi, Kolarov; Zaniolo, Dzeko, Perotti.

All.: Di Francesco.

Arbitro: Çakır