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Due gol in una sola notte, gli stessi realizzati nelle precedenti nove partite in azzurro: Moise Kean ha approfittato senza esitazioni dell'occasione regalatagli da Roberto Mancini dopo la doppia tribuna con Bulgaria e Svizzera. Devono essere servite le ripetute tirate d'orecchie del ct nei confronti del neo-attaccante della Juventus, chiamato per l'ennesima volta a fare quel salto di qualità che gli consegni in prospettiva la maglia da titolazione della Nazionale al prossimo Mondiale. Un obiettivo che passa inevitabilmente da un'annata di conferme pure in bianconero, dove è tornato per essere protagonista una volta per tutte dopo il prestito al Paris Saint-Germain.

TOCCA AD ALLEGRI - Il pesante vuoto lasciato da Cristiano Ronaldo è stato colmato con investimenti principalmente di prospettiva, dal brasiliano Kaio Jorge allo stesso Kean, per il quale il nuovo responsabile dell'area tecnica Cherubini ha effettuato un'operazione dall'impatto economico considerevole: prestito biennale da 7 milioni di euro e un riscatto che, bonus compresi, può comportare un esborso complessivo di altri 31 milioni. Allegri fu l'allenatore che ebbe il merito di intravederne le potenzialità nella stagione 2016/2017, a lui spetta il compito di indirizzarne il talento nella giusta direzione, andando a correggere anche alcuni comportamenti non impeccabili fuori dal campo.
LA SFIDA AD IMMOBILE - In poco più di un anno, Kean ha la doppia grande chance di diventare un punto di riferimento di una Juventus in piena rifondazione e di essere con l'Italia quello che avrebbe potuto nell'ultimo Europeo, ossia il nostro centravanti di riferimento. Le difficoltà realizzative in azzurro di Immobile e la carta d'identità giocano a favore del ragazzo di Vercelli: da Reggio Emilia, si spera che sia iniziato per davvero il percorso verso la redenzione sportiva. Due gol in una sola notte per ricominciare a sognare, il Qatar in fondo non è poi così lontano.