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Marco Rossi, ct dell'Ungheria, parla in conferenza stampa dopo la sconfitta con l'Italia in Nations League "Nel primo tempo per larghi tratti non siamo riusciti a fare ciò che abbiamo previsto e preparato, purtroppo c'è stato pochissimo tempo per lavorarci e per preparare le cose. Tempo non ce n'è stato, abbiamo sofferto questo gioco posizionale tra le linee. Il nostro obiettivo era rallentare la giocata dei loro difensori centrali e togliere loro l'opzione del passaggio centrale per costringerli agli esterni: quando non ci siamo riusciti, l'Italia ci ha fatto male. Nella ripresa la squadra si è espressa meglio e qualche giocata importante l'abbiamo fatta anche noi. La sconfitta ci sta, noi dobbiamo sapere chi siamo: non si può pensare di venire qui a vincere o a pareggiare, l'Italia è campione d'Europa ed è squadra fatta da tutti giocatori o quasi che giocano in Serie A. Rendiamoci conto di dove siamo e chi siamo: se appena si fa un risultato importante si pensa lo si debba ripetere tre giorni dopo, c'è qualcosa che non torna".

ORGOGLIOSO DELLA SQUADRA - "L'avevo già detto e lo ripeto: chiedo ai miei ragazzi di dare il massimo in campo, di produrre il massimo sforzo possibile e di lavorare nei club anche extra allenamento per poter dare di più in Nazionale. Quando fanno questo, per me escono dal campo a testa alta. E quando succede, i nostri tifosi ce lo fanno capire subito cantando l'inno. Poi io ci tenevo a fare bella figura in Italia: non perché avessi vendette da consumare, ma perché sono italiano e fiero di esserlo. Al contempo, sono anche contento che l'Ungheria sportivamente mi abbia adottato e mi sostenga. Ringrazio i ragazzi, anche se abbiamo perso. Qualcuno non si è espresso al meglio e per poter fare risultato contro queste squadre o giochiamo tutti e undici in maniera quasi impeccabile o altrimenti è difficile".
NIENTE CAMBI RISPETTO ALL'INGHILTERRA - "Perché, come si è visto nel secondo tempo, non c'erano problemi fisici. Nella ripresa siamo cresciuti dal punto di vista della condizione, non si è visto nulla che facesse pensare a una stanchezza. Credevo che potessero giocare due partite a distanza di tre giorni. Qualcuno ha pagato un po', ma non era prevedibile prima. Abbiamo fatto i cambi quando si potevano fare e bisogna avere la pazienza di poter aspettare questi cambi che non sono allo stesso livello di chi sta giocando. Facciamo crescere i giovani, facciamoli maturare e facciamo crescere anche chi giovane non è ma deve migliorare comunque".