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'Forse non tutti i tifosi avevano preso bene il ruolo di Unicredit dentro il club, però, a distanza di quattro anni, possiamo dire di aver lasciato la Roma in buone mani: missione compiuta'. Lo ha dichiarato Paolo Fiorentino, vicedirettore generale dell'istituto di credito (che pochi giorni fa ha ceduto le proprie quote del club a James Pallotta e soci), a Il Messaggero. 'Questo è stato un percorso sofferto, a ostacoli. Un'esperienza che, in un'ipotetica seconda vita, mi risparmierei. Ci sono state molte discussioni, anche dentro Unicredit, ma abbiamo sentito una responsabilità, quasi una corporate citizenship, verso un bene importante per la città. Però è stata un'avventura fuori dai canoni bancari. Il calcio è troppo irrazionale. Tom DiBenedettoè stato il primo ad avvicinarci. Fin dall'inizio era evidente che non potesse fare tutto da solo, ma abbiamo dato fiducia a chi c'era dietro di lui. Cioè Pallotta. Chen Feng? Importante e interessante, ma con tempi biblici. E, probabilmente, avrebbe voluto quel controllo diretto sul club che Pallotta vuole mantenere, aprendo anche ad altri investitori, come Starwood. Il nuovo stadio dei giallorossi? Sono ottimista sul fatto che si farà, ma non mi chieda i tempi. In Italia ci sono sempre troppi attori. Unicredit, in occasione degli Europei 2012, ha finanziato gli stadi di Stettino e Varsavia, uno privato e uno pubblico, fatti in tempi ragionevoli'.