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Quattro a uno a La Spezia, cinque a uno al "Maradona" contro l'Udinese. In attesa dei risultati di mercoledì, il Napoli è secondo da solo, un punto in più di Milan e Atalanta, quattro in più della Juve, gliene mancano 6 per conquistare matematicamente un posto in Champions, ma se la condizione è questa le possibilità di riuscita non sono poche. Davanti all'Udinese la sua vittoria non è mai stata in dubbio, così come il punteggio (5-1) è ampiamente meritato, il Napoli ha concluso 21 volte, costruito una mezza dozzina di occasioni (oltre alle reti) e centrato un palo, all'Udinese è rimasto solo il bel gol di Okaka. Le motivazioni erano diverse, la squadra di Gattuso doveva vincere per forza, quella di Gotti doveva solo limitare i danni e, non sembri un paradosso, per come è andata la partita c'è pure riuscita... 

NAPOLI DAVANTI - Quaranta minuti di solo Napoli, con due gol, altrettante occasioni sprecate, controllo totale del campo e della partita. All'Udinese è bastata però la prima uscita, col primo e unico tiro nello specchio della porta, per riaprire la gara. La squadra di Gattuso sapeva che sarebbe stata una partita completamente diversa, e per certi versi opposta, a quella di sabato a La Spezia. L'Udinese non concede spazi, è la squadra più compatta e spigolosa del campionato, non la sposti nemmeno con le cannonate e al "Maradona" per tutto il primo tempo non l'hanno spostata nemmeno i due gol degli azzurri. Ha continuato a giocare difendendosi e aspettando l'occasione buona, sfruttata in pieno con una prodezza di Okaka. Si è fermata solo sul 3-1 nella ripresa, a quel punto ha capito che non c'era niente da fare e ha mollato. 

OSIMHEN E ZIELINSKI - Il Napoli non ha perso tempo e ha cominciato subito ad attaccare. Sugli sviluppi di un angolo, Osimhen di testa ha servito una palla-gol mandata in cielo da Di Lorenzo con una mezza rovesciata. L'Udinese, come detto, si difendeva. Gotti, per ovviare ai 7 titolari assenti (all'ultimo momento è rimasto fuori anche Nuytinck), ha inventato Zeegelaar difensore di centrosinistra e Osimhen, su splendido lancio di Bakayoko, ha saltato proprio lui prima di scaricare una pallonata su Musso, la respinta del portiere argentino è finita sul piede sbagliato, quello di Zielinski: 1-0 per il Napoli al 28'. Tre minuti dopo il raddoppio con un fantastico sinistro a giro di Fabian Ruiz che si è spento all'incrocio dei pali. Era stato Zielinski a dargli quel pallone e a Zielinski la palla era arrivata dopo un angolo procurato da un salvataggio miracoloso di Bonifazi su Osimhen. Ecco, in questo il Napoli somigliava a quello di La Spezia: Osimhen e Zielinski erano di nuovo decisivi. Prima dei due gol, la difficoltà della squadra di Gattuso era racchiusa nella rifinitura, nell'ultimo o nel penultimo passaggio raramente preciso, un po' per il modo di difendere dei friulani, un po' per la tensione di una partita da vincere a tutti i costi. 

IL GUIZZO DI OKAKA - Sul 2-0 il Napoli ha rallentato e ha cominciato a difendersi col possesso palla. E' stato un errore perché ha consentito, anche se per la prima volta, all'Udinese di mettere la testa fuori dalla sua metà campo. De Paul ha trovato Okaka spalle alla porta in area napoletana e Okaka ha trovato l'appoggio di Manolas, attorno al quale ha fatto mezzo giro prima di schiaffare la palla nell'angolino. In quel movimento Okaka sembrava una gazzella, Manolas proprio no. 

LA FORZATURA DA... BASSO - A fine primo tempo la partita era ancora in piedi, per questo il Napoli ha iniziato la ripresa attaccando. Insigne e Lozano ci hanno provato da fuori area senza fortuna. Poi Gotti ha deciso di fare due cambi e soprattutto di accentuare l'inizio dell'azione dal basso. Quei cambi e quella costruzione si sono trasformati nella condanna dei friulani. Sono usciti Walace (che si era appiccicato a Zielinski) e Rodrigo Becao (che non era al top) per fare spazio a Forestieri e Ouwejan, così che De Paul si è abbassato nella posizione del regista e Stryger Larsen è diventato il terzo difensore di destra. Partenza da basso, aveva ordinato Gotti e Gattuso, come risposta, aveva ordinato il pressing alto. Al terzo tentativo (con le prime due uscite non entusiasmanti), l'Udinese ha preso il terzo gol: passaggio di Musso a De Paul, anticipo di Lozano, gol. Tutto semplice, così semplice che rinunciamo a capire. Perché a tutti i costi si deve cominciare a giocare da dietro? Mistero. 

5-1, IL RECORD DI INSIGNE - L'Udinese si è disunita, anzi, si è proprio sciolta, e il Napoli ha segnato ancora. Angolo di Zielinski, testa di Manolas, respinta d'istinto di Musso, tap-in di Di Lorenzo. Mancava poco più di mezz'ora alla fine e Gattuso ha cominciato a pensare a Firenze, dove giocherà domenica all'ora di pranzo. Ha tolto Osimhen (che, portando via un pallone con la mano, ha fatto tremare il suo allenatore: fosse stato ammonito, avrebbe saltato la trasferta al Franchi) per far entrare Mertens. Poi fuori Zielinski e Lozano per Elmas e Politano. Pur rallentando, il Napoli ha continuato ad attaccare, Insigne ha centrato il palo con una sventola dal limite, Politano si è divorato un altro gol e alla fine il capitano, che aveva giocato la solita buona e generosissima partita, ha trovato l'angolino per portare il risultato sul 5-1 e per eguagliare il suo record personale: anche in questo campionato sono 18 gol per Lorenzo Insigne
 
 


IL TABELLINO:
Napoli-Udinese 5-1
Marcatori: 28' p.t. Zielinski (N), 31' p.t. Fabián Ruiz (N), 41' p.t. Okaka (U), 12' s.t. Lozano (N), 20' s.t. Di Lorenzo (N), 46' s.t. Insigne (N). 
Assist: 31' p.t. Zielinski (N), 41' p.t. De Paul (U). 
Napoli (4-2-3-1): Meret; Di Lorenzo, Manolas, Rrahmani, Hysaj (39' s.t. Mario Rui); Fabián Ruiz, Bakayoko (39' s.t. Demme); Lozano (31' s.t. Politano), Zielinski (31' s.t. Elmas) Insigne; Osimhen (26' s.t. Mertens). All. Gattuso. 
Udinese (3-5-2): Musso; Becao (9' s.t. Ouwejan), Bonifazi, Zeegelar (31' s.t. Micin); Molina, De Paul, Walace (9' s.t. Forestieri), Makengo, Stryger Larsen; Pereyra, Okaka (31' s.t. Micin). All. Gotti. 
Arbitro: Calvarese di Teramo. 
Ammoniti: 9' s.t. Bonifazi (U).