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Il Cardinale che fu innamorato.
Camillo Ruini, 90 anni che il già presidente della Cei, per quel che si può nello spazio di una godibile intervista al Corriere della Sera, racconta per sommi capi. Tra questi quello dell'attrazione provata da lui, anche già sacerdote, per le donne.
"Fidanzato mai, sono stato attratto fortemente da alcune donne, ma ho sempre cercato di resistere e, pur soffrendo, ci sono riuscito con l'aiuto decisivo del Signore. Prima e anche dopo del sacerdozio. L'attrazione per la donna è inestirpabile nell'uomo e di per sé non è affatto un peccato".
Encomiabile sincerità e meravigliosa serenità del Cardinale che fu, più volte, innamorato di una donna. Anche, ovviamente, quando era già prete. Domanda, umile quanto inevitabile e fondamentale: perché l'aiuto del Signore per resistere a qualcosa di naturale e inestirpabile, quindi secondo ferree logiche e devota fede religiose, voluta da Dio stesso? Perché trovare purezza per il clero maschile allontanando i suoi membri per prescrizione dalla donna, dalle donne? Perché una religione che diffida, anzi condanna il sesso fuori dalla procreazione come impuro? Da dove in fondo questa idea, comune a tutti e tre i monoteismi (cristiano, islamico ed ebraico) che la donna sia fonte di contaminazione, costante potenziale attentato alla purezza e quindi, come nel caso del clero cattolico, la rinuncia alla donna sia cosa gradita a Dio?
Risposta laica, una delle possibili: in una società pastorale e tribale come quelle in cui si affermano i tre monoteismi, la donna era patrimonio se non armento. Patrimonio, roba. Da preservare anche con ideologia dell'esclusività del padrone della roba. Esclusività il cui corredo è appunto la potenziale, anzi acclarata, impurità del femminile (la donna altrui peccato massimo e tentazione eterna e la donna propria sterilizzata dalla sua impurità dalla condizione di madre, moglie, figlia). Ne consegue che la donna, se non tenuta in qualche modo non libera, è fattore destabilizzante di quelle società che se ne difendono supponendola e dichiarandola congenita tentazione di impurità in terra. L'uomo pio e l'uomo di chiesa offrono quindi alla divinità la garanzia del loro negarsi all'impurità che pur li tenta. 
Domanda, ancora domanda: perché le prescrizioni (perfino alimentari) di società pastorali e tribali ancora e anche oggi articoli di fede? Cosa c'è di attuale e persistente? Risposta, piccola ma precisa: la misoginia e conseguente sessuofobia dei tre monoteismi con l'Islam che, qui e oggi, ne pratica e predica il parossismo, l'ebraismo ortodosso che lo segue a ruota e il cristianesimo divenuto indulgente, tollerante, caritatevole perfino amorevole verso la donna. Ma non al punto di rinunciare all'idea che rinunciare alla donna sia cosa che santifica, non al punto di non offrire la sofferta rinuncia alla donna come prova di vero e superiore sacrificio in onore e omaggio alla divinità.

Lockdown, per quelli che dicono anche troppo.
Per pura cronaca e per memoria collettiva: di lockdown l'Italia ne ha fatto uno. Francia e Germania due. Gran Bretagna tre. Ecco, solo per quelli che dicono: solo da noi...E poi, onestamente, oggettivamente, in questo ultimo fine settimana quali restrizioni, limiti nella realtà? Se siete usciti di casa, dovunque siate andati avete visto un paese chiuso e la gente rintanata a forza? 
Vaccini, di questo passo...
Zaia e De Luca l'hanno appena detto: di questo passo ci vogliono tre anni...In effetti bastava far di conto, magari con la calcolatrice sullo smartphone se a mente troppa fatica. Si vaccina al ritmo di circa 80 mila al giorno. Fa più o meno 2,5 milioni al mese. Vanno vaccinati circa 45 milioni di italiani, per molti di loro necessaria doppia dose: alla grossa 70/75 milioni di dosi. Al ritmo di 2,5 milioni al mese appunto fanno quasi tre anni. Si andrà più veloci ma, anche raddoppiando, si arriva al traguardo a maggio 2022. Raddoppiare la velocità della vaccinazione neanche basta, triplicarla è ciò che serve, ma è o almeno sembra al di là delle nostre collettive capacità.