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Ecco cosa scrive uno dei nostri lettori che vuole andare al Master Sport 2013
 

Nel calcio, come nella vita, bastano pochi centimetri per cambiare il corso delle cose, si hanno a disposizione frazioni di secondo per prendere la decisione giusta. Un pallone che supera la linea bianca della porta, la accarezza ma non la oltrepassa, ci si ferma sopra aspettando un piede che lo calci via lontano, può decidere le sorti di una partita e, l'ormai famoso episodio di Muntari insegna, spesso anche di un campionato intero. Questione di centimetri, questione di linee. Quelle delle porte, quelle del fuorigioco, che sembrano diventare delle curve impazzite davanti agli occhi dei guardalinee, presi in giro da una mano fantasma che cambia le prospettive in un secondo per indurre i collaboratori dell'arbitro in errore. Perchè in quel momento, quando l'attaccante ed il difensore sembrano perfettamente allineati, quasi uno dentro l'altro, la mano invisibile distorce la realtà e di colpo l'attaccante si trova due metri oltre l'avversario, mandando in fuorigioco l'arbitro e la sua squadra, buffe marionette nelle mani di un destino sempre pronto a spostare le linee. Basta un secondo e il calcio va in confusione, il meccanismo si inceppa, tra proteste e malafede, errori e dietrologia, ricordi di scandali e timore di ricadute. I presidenti pretendono rispetto, i giornalisti invocano la moviola in campo, unico mezzo per eliminare gli errori e quella mano invisibile che sposta le linee e gli equilibri. Schermi a bordo campo, sensori sulle porte che "illuminano la rete" quando la palla supera la linea, arbitri tecnologici che riducono gli errori, cancellano le proteste, smussano le polemiche, raddrizzano le linee. Un calcio perfetto, meccanico, scientifico. Un non calcio. Il calcio è spettacolo, arte, fantasia, bellezza. E' la differenza tra un errore ed una scelta giusta, la vicinanza tra l'attaccante ed il difensore, il rapporto tra l'al di là e l'al di qua della linea bianca. Introdurre la moviola in campo significherebbe ridurre le differenze, schiacciare le prospettive, eliminare quegli spazi in cui il calcio effettivamente vive. La differenza è ricchezza, l'errore è crescita. Il calcio è oltre la linea. Ed è oltre la moviola, laddove ci sono i valori di uno sport, quelli che si stanno perdendo, cercando di mascherarne la scomparsa dietro il bisogno della tecnologia applicata al pallone.
Pierpaolo Orefice


 

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