Commenta per primo
Valerio Carocci ha 28 anni, e da diversi è il presidente dell’associazione Piccolo America di Roma, sua città natale. Tra le numerose iniziative di riqualificazione culturale, il collettivo di cui fa parte è noto ai più soprattutto per aver salvato il Cinema America dalla demolizione e riconversione in appartamenti e garage e per organizzare da diverse estati il Cinema in Piazza in alcune zone della Capitale (Trastevere, Colli Aniene e Ostia).

Ebbene, oggi è stato reso ufficiale il fatto che Valerio sarà messo sotto scorta dalla Polizia di Stato. Il motivo? Le numerose minacce di morte ricevute da parte di appartenenti a organizzazioni di estrema destra e non, le botte (da ricordare che poco più di un anno fa tre militanti del fu CasaPound vennero condannati agli arresti domiciliari per aver aggredito fisicamente due ragazzi con la maglietta del Cinema America perché “Trastevere è zona nostra”), i ricoveri e le numerose denunce mosse contro persone che impediscono di pensarla diversamente da loro.
Poche settimane fa l’Antitrust aveva dato ragione all’associazione nella causa contro l’ANICA e l’ANEC per la distribuzione dei film, ma il clima di festa è durato poco. Lo stesso Valerio, nella toccante intervista uscita oggi sul quotidiano La Repubblica e condivisa sulla pagina Facebook de I Ragazzi del Cinema America, dice “chi sono poi io per avere una scorta? Mi sento in colpa. […] Credo che ben altri siano i cittadini che rischiano la vita in questo Paese. Mi dispiace”.

In quali condizioni ci siamo ridotti perché un 28enne debba vedersi assegnata una scorta solo per avere delle idee diverse da quelle di altre persone mosse da quello che altro non è se non cieco odio? Per essersi fatto portavoce di un gruppo di ragazzi il cui intento altro non è se non quello di valorizzare dei territori troppo spesso legati a eventi spiacevoli? Un’opera di risanamento che è stata malvista quasi esclusivamente per la mentalità prettamente antifascista degli appartenenti al Piccolo America, e per questo non si è stati in grado di andare oltre, a riconoscere i meriti che spettano loro, ma di creare un clima minaccioso che ad oggi ha portato a questo risultato: la giovinezza di Valerio è finita.