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L'ex attaccante e leggenda del Milan Marco Van Basten, a poche settimane dall'uscita in Italia della sua autobiografia "Fragile", ha parlato a Fanpage.it della situazione attuale del calcio: "Se all'inizio per me è stato molto difficile smettere di fare il mestiere che amavo più di ogni altro, ora posso guardare indietro ricordandomi tutte le cose belle che ho vissuto. Nonostante abbia giocato per un periodo relativamente breve, è stata un'esperienza molto ricca. Quindi posso dire che per me il bicchiere è certamente mezzo pieno. Spero di riuscire a far rivivere ai lettori tutte le cose belle che ho vissuto io". 

SUL CALCIO - "Al momento il calcio non è importante. Il calcio è lusso. Se tutto va bene, è un bel gioco, ma nei momenti difficili, come adesso, è irrilevante. Penso sia necessario ascoltare gli esperti che sicuramente ne sanno più di me e di noi. Al momento, penso che la salute e la sicurezza di tutti sia la cosa più importante. Quindi è inutile preoccuparsi del calcio. A differenza del periodo in cui ho giocato io, mi sembra che ora vada tutto più veloce, che ci sia meno spazio e che il gioco richieda ancora più tecnica. Devi agire e pensare ancora più velocemente di prima. Ma penso che i talenti dei miei tempi sarebbero dei talenti anche oggi".
SUL MILAN - "Non seguo molto il calcio italiano, a dir la verità, ma posso dire che il Milan dei miei tempi ha dominato il mondo del calcio, mentre quello di oggi sta lottando per sopravvivere al campionato. Mi sembra una differenza non da poco. Credo che la UEFA dovrebbe cercare di fare in modo che i club si avvicinino gli uni agli altri, non che siano sempre più diversi come valore dei giocatori, come è avvenuto progressivamente negli ultimi venticinque anni. Le differenze stanno diventando troppo grandi, sarà sempre più difficile colmarle".