Mitchell van Bergen è il volto nuovo del calcio olandese: nell'ultimo turno di Eredivisie, con il suo ingresso in campo nei minuti finali della gara tra Vitesse e Twente, è diventato il più giovane esordiente della storia del campionato olandese, a 16 anni e 113 giorni. Esterno offensivo, all'occorrenza trequartista o attaccante centrale, van Bergen ha stabilito un nuovo record di precocità destinato a durare a lungo. Un ragazzo semplice, che, nonostante la giovane età, non si è per nulla montato la testa: "E' stato un grande momento, ho solo 16 anni e ho già potuto debuttare. Dire che è stato bello non è abbastanza. Appena ho saputo che avrei potuto esordire ho chiamato la mia famiglia, erano tutti allo stadio! Come festeggerò? Mi concederò un piccolo pranzo con la famiglia".

PRIMA LA SCUOLA, POI IL CALCIO - Nato e cresciuto a Oss, piccola cittadina olandese che diede i natali a un mito del calcio Oranje, Ruud van Nistelrooy.
Entra fin da piccolo nell'academy della squadra più vicina alla sua città, il Willem II, con il quale compie tutta la trafila delle giovanili prima di approdare, questa estate, al Vitesse. Giovane, giovanissimo, tanto che il nome di van Bergen nemmeno compare sul sito ufficiale del club, convinto com'era di doverlo aspettare almeno qualche anno nelle giovanili. Un esordio che non cambierà le priorità di van Bergen: prima la scuola, poi il calcio. Concetto ribadito dalla famiglia, ma anche e soprattutto dal Vitesse. Mitchell si allena sempre più spesso con la prima squadra, ma solo quando non ci sono impegni scolastici impellenti. "Vogliamo portarlo in ritiro con la prima squadra a gennaio in Spagna, ma dobbiamo vedere anche gli impegni scolastici, ha solo 16 anni: deve dare la precedenza alla scuola" ha ribadito Peter Bosz, allenatore dei gialloneri. Una filosofia che ha fatto la fortuna dei vivai olandesi, che forse, oggi, hanno trovato un nuovo tulipano.