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La maledizione del quarto posto è spezzata, finalmente Vanessa Ferrari ce l'ha fatta. A 30 anni la ginnasta di Orzinuovi può finalmente urlare di gioia, perché a Tokyo arriva l'argento nel corpo libero con un'interpretazione sensazionale. Sulle note di 'Con te partirò' di Andrea Bocelli, Vanessa propone un'esecuzione praticamente perfetta, elegante ed emozionante. Non a caso, la sua esecuzione viene ritenuta la migliore (8.300), meglio anche dell'americana Jade Carey (8.066), che regala l'oro agli USA orfani di Simone Biles (che, notizia di giornata, tornerà a competere nella trave dopo aver superato i suoi problemi). La Carey vince grazie a un parametro di difficoltà superiore nell'esercizio rispetto a quello scelto dalla Ferrari (6.300 contro i 5.900 dell'italiana) e vince con un totale di 14.366, contro i 14.200 dell'atleta azzurra. Chiudono il podio a pari merito la giapponese Murakami e la russa Melnikova. 

E' un argento storico. Per l'Italia, che conquista la sua prima medaglia individuale femminile e torna in generale a medaglia a 93 anni di distanza dalla prima e unica volta (argento nella prova a squadre femminile ad Amsterdam 1928), ma soprattutto per Vanessa. "Ho pensato solo a me stessa", dice. E in quell'argento c'è tutta la forza di volontà di una ragazza che a 30 anni non si è arresa di fronte alle avversità. Non si è arresa ai due quarti posti di Londra 2012 e Rio 2016, non si è arresa neanche al terribile infortunio del 2017, la rottura del tendine d'Achille ai Mondiali di Montreal, che poteva pregiudicare il ritorno in azione. La Ferrari ha tenuto duro, ha lottato e ha messo tutta se stessa nelle tre diagonali complesse e nei suoi movimenti che le hanno regalato l'argento. Una medaglia meritatissima che Vanessa vuole godersi: "Questo è il mio momento, adesso tocca a me", dice al suo allenatore mentre attende i punteggi, consapevole di una prova che non poteva non portare al podio. E nel giorno in cui Gianmarco Tamberi e Lamont Marcell Jacobs vengono premiati dopo i due incredibili e leggendari ori di ieri, l'Italia ride ancora con una delle sue atlete più rappresentative dell'ultimo decennio. Ci sono volute quattro Olimpiadi, la prima di Beijing nel 2008 da minorenne, poi Londra e Rio (tutte e tre tatuate dietro al collo), ma finalmente il momento è arrivato: la Farfalla di Orzinuovi ce l'ha fatta, Vanessa Ferrari ha conquistato la strameritata medaglia.