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L'ottimismo del tecnico granata.
Ventura: "Quattro acquisti giusti e poi questo Toro stupirà tutti".
"Con Pisa e Bari giocavo meglio, ma ora siamo sulla strada giusta".

Due campionati con Cairo: "Non è stata un'impresa. C'è un rapporto molto schietto: gli dico solo cose utili. Oggi conosce la strada per farsi amare dai tifosi".
Cerci in Nazionale: "Ha qualità assolute, ma quando è arrivato non era più un calciatore dal punto di vista fisico e mentale. Qui s'è fatto prendere per mano".
La stagione no di Ogbonna: "Ha scoperto una cosa che non conosceva, l'infortunio. Sta facendo un'esperienza faticosa, che lo renderà più forte di prima".

Una confessione: «Sì, il mio Pisa e il mio Bari giocavano meglio di questo mio Torino». Ma anche una certezza: «Ora siamo sulla strada giusta. Pensiamo a salvarci in fretta, poi con 3-4 acquisti centrati nel prossimo campionato potremmo stupire oltre l’immaginabile».
Giampiero Ventura, da due stagioni tecnico granata, racconta a «La Stampa» presente e futuro della sua squadra in un’intervista esclusiva nel giornale oggi in edicola. Preannuncia novità per le ultime giornate («A permanenza matematica darò spazio a gente che scalpita e che se lo merita»), coccola il neo azzurro Cerci («Ha qualità assolute ma quando è arrivato qui non era più un calciatore. Ho trovato la chiave per sbloccarlo e s’è fatto prendere per mano»), rilancia Ogbonna («Ha scoperto cosa vuol dire farsi male. Un’esperienza faticosa che però lo renderà più forte di prima») e spiega che resistere due stagioni di fila con Urbano Cairo presidente (un record...) non è poi stata un’impresa così difficile: «Tra di noi c’è un rapporto molto schietto: non gli dico le cose che gli fanno piacere ma solo cose reali, utili». Come Conte, confessa di essere attratto da un’esperienza all’estero, nonostante i 65 anni suonati. «Ma prima devo finire di sistemare le cose qui a Torino».