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Zero punti dopo tre giornate per l'Hellas Verona, sconfitto 1-0 anche a Bologna. Il tecnico Eusebio Di Francesco commenta in tv al termine dell'incontro: "Il rammarico principale? E' un peccato sentire che il Verona è in difficoltà, il rammarico è avere zero punti giocando certe partite. Abbiamo il demerito di non aver concretizzato le varie situazioni, siamo stati poco cinici, il Bologna è stato più cinico. Il calcio è fatto di risultati, oggi devo stare zitto e prendermele tutte, la rabbia è che la squadra sta dimostrando. Dal mio punto di vista non condivido il concetto di difficoltà perché andrebbero analizzate le prestazioni e le reazioni. Tempo di tirare su la testa? Lavoro su tutto. Abbiamo creato grosse difficoltà al Bologna ma non viene riconosciuto perché abbiamo perso. E' un periodo in cui meriteremmo qualcosa in più ma non ci riusciamo, demerito nostro e dobbiamo rimboccarci le maniche. Non possiamo permetterci certi errori di squadra e non possiamo attaccarci agli episodi che fanno parte del calcio. Mi lego a una prestazione di livello, negli ultimi minuti siamo stati confusionari, loro non ci hanno fatto giocare e i palloni sono spariti... Ma dobbiamo stare zitti. Può subentrare paura o timore per la classifica? Lavoreremo sulla testa e su tutto, a noi tocca far questo. Chi gioca a calcio sa che parliamo sempre di testa, conta portare a casa punti. Oggi sono un allenatore e so che le chiacchiere le porta via il vento, bisogna essere più concreti. Va anche riconosciuto che fino al gol la partita è stata equilibrata e se c'è una squadra che ha creato siamo stati noi. Contro una squadra, il Bologna, che ha ottimi giocatori e viene da un periodo positivo. Sviluppo azione fangoso? Non sono d'accordo, c'è stato un momento in cui abbiamo portato con facilità da destra a sinistra e messo buoni palloni in mezzo. La cosa più corretta dal mio punto di vista è lavorare sulla finalizzazione e sull'ultimo passaggio, lo stiamo facendo. Ovvio che poi manca il gol, quel La che fa scattare l'entusiasmo che ha avuto il Bologna dopo il gol ad esempio. Quello è l'aspetto psicologico che si lega a un gol, la finalizzazione fa la differenza e porta le partite in una dinamica differente. Perché il 3-5-2? Si lega alle caratteristiche dei giocatori e per non snaturare quanto di buono hanno fatto i giocatori in questi anni. Poi mi piace in costruzione e primo palleggio, normale che poi ci metti le tue idee. La squadra ha accettato duelli in campo aperto e non ha preso gol, lo ha preso in altre situazioni in cui bisognava stare più attenti. Lo dico ai ragazzi, bisogna stare più attaccati al risultato".