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(ENGLISH VERSION)

Marco Verratti
, centrocampista del Paris Saint-Germain, è tornato a parlare del suo rapporto con Unai Emery e ha fatto chiarezza sul suo futuro: 

"Questa settimana la gente ha detto tante cose su di me che non sono vere. Cose che non sono accadute. Contro il Marsiglia domenica scorsa, ho preso tante botte nel corso del primo tempo, così si è deciso col tecnico Emery di prendere una decisione dopo 15 minuti della ripresa. Il personale medico non voleva prendere alcun tipo di rischio perchè vengo da un periodo difficile, sono sempre molto attenti alle mie condizioni di salute. E' stato detto che ero arrabbiato con il mio allenatore perchè non volevo lasciare il campo. Non è vero. Ero arrabbiato con me stesso perchè volevo aiutare la squadra ed uscire per un problema di carattere fisico era impensabile per me. Con l'allenatore ci siamo visti il giorno successivo e non siamo riusciti a capire quello che stava succedendo. Non capivamo come fosse scaturita una polemica da questa situazione. Quando sono uscito dal campo mi son messo la mano davanti alla bocca per dire "Mister, mi sento bene, posso continuare" . Il tecnico mi ha risposto che invece pensava che non stessi andando così bene. Dopo ho tolto la mano dalla bocca ed ho detto: "Dice che non vado bene" . Ma fisicamente, non nel mio modo di giocare. In realtà aveva ragione. A volte anche in allenamento non dico che ho dolore pur  di continuare a giocare. Perchè semplicemente voglio sempre giocare. Niente di più. Ho sempre avuto buoni rapporti con i miei allenatori, è così anche con Emery."

Il calciatore italiano classe '92 ha continuato e ha criticato il comportamento dei giornalisti: "Non mi piace quando i giornalisti creano delle polemiche dove non ci sono. Rispetto le opinioni dei giornalisti e sono d'accordo spesso con loro sulle critiche che effettuano sul mio gioco. Ma non accetto che mi vengano messe in bocca cose che non ho detto. Ho sentito dire che non ho un buon rapporto con l'allenatore e che mi è già successo altrove. Ancora una volta dico che non è vero. Si può anche non essere d'accordo con l'allenatore, ma ho sempre rispettato le sue scelte. E lo farò sempre. Creare polemiche è facile. Si vende, la gente guarda la televisione, aumentano gli ascolti alla radio. Ma, in realtà, non capisco perchè dobbiamo arrivare a questo punto. I giornalisti aspettano sempre che accada qualcosa per parlare di un determinato argomento tutta la settimana. Come giocatori siamo abituati a questa situazione, ma non ci piace. E' normale che ci siano discussioni tra noi. Siamo qui per vincere, non semplicemente per trascorrere la giornata ed andare la sera a casa. Se fossimo qui per questo accetteremmo tutto, ma non è così. Anche quando esco con mia moglie ed alcuni amici nasce una polemica intorno a me. Dobbiamo essere giudicati nei 90 minuti in campo e non per il resto."

Sul suo agente e su un possibile addio: "Si è andati un po' troppo lontano questa settimana ed anche il mio agente ha esagerato nel dire che avrei potuto lasciare il club. Non sono qui per convincere i giornalisti. Sono qui per fare il meglio per il PSG. Non ho mai avuto problemi qui da 5 anni, così mi fa male leggere che sarei un ragazzo egoista, un viziato, uno che non ha rispetto per le persone. Amo il club, mi piacciono i miei compagni di squadra, potete chiedere a tutti, non penso che nessuno dirà delle cose negative sul mio conto".

Queste le parole rilasciate a Goal.com.