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In pochi conoscono la nazionale austriaca come Michael Konsel, l'ex portiere di Roma e Venezia e oggi commentatore tv. L'italiano è ancora buono: "Ogni tanto vengo da voi, adesso sono in Sardegna per qualche giorno di vacanza. Poi devo tornare a lavorare" ci racconta ridendo a Calciomercato.com. Sabato la sua Austria affronterà l'Italia negli ottavi dell'Europeo, e Konsel nella nostra intervista svela punti di forza e punti deboli dei nostri avversari.

Se l'aspettava la qualificazione dell'Austria agli ottavi?
"E' la prima volta nella nostra storia che raggiungiamo questo traguardo, il girone per noi rappresentava una chance enorme perché non c'erano top team. Ora non abbiamo nulla da perdere!".

Com'è stata accolta in Austria la sfida con l'Italia?
"Sappiamo che gli Azzurri sono i grandi favoriti per questa partita, ma nel calcio può succedere di tutto. Noi abbiamo grande fiducia nella nostra squadra e nel calcio è un aspetto fondamentale. Nessuno crede in noi e forse è un bene, perché l'Austria può giocare più spensierata e le pressioni sono tutte dalla parte vostra".

Che impressione le ha fatto la Nazionale di Mancini?
"Per la televisione austriaca ho seguito tutte e tre le partite dell'Italia. E non ho trovato un punto debole, neanche nella terza gara nella quale avete giocato con tante seconde scelte. E' una nazionale che mi piace molto e nella quale c'è il mix giusto tra giovani talenti e giocatori d'esperienza".

Lei ha affrontato l'Italia nel Mondiale 1998, che ricordi ha?
"Eravamo in Francia, abbiamo perso 1-2 con gol di Vieri e Baggio. In campo c'era anche Gigi Di Biagio che all'epoca era mio compagno nella Roma, a fine partita ho scambiato la maglia con lui. In generale però non ho molti ricordi, ho la tendenza a dimenticare le partite in cui ho perso. Ma non è l'unica volta che ho affrontato l'Italia".

Ci racconti.
"Nel 1990 l'abbiamo incrociata all'Olimpico. Io ero giovane ed ero in panchina come secondo portiere. Perdemmo 0-1, gol di Schillaci".

Qual è il punto di forza dell'Austria?
"Sicuramente il centrocampo. Ci sono giocatori importanti come Lainer e Sabitzer che corrono e pressano a tutto campo, sono giocatori di qualità cresciuti quasi tutti nel Salisburgo e abituati a giocare con velocità".

E il punto debole?
"Forse l'attacco, perché creiamo tante occasioni ma segniamo pochi gol".
Chi è il giocatore al quale l'Italia deve stare più attenta?
"Alaba. Quando corre sulla fascia mancina è imprendibile. Occhio anche a Baumgartner, è un giocatore molto forte, giovane, e ha già segnato contro l'Ucraina". 

Al Milan è stato offerto Sasa Kalajdzic dello Stoccarda, che giocatore è?
"Secondo me è pronto per la Serie A. E' alto quasi due metri ma allo stesso tempo molto bravo tecnicamente, un attaccante completo. Prima di andare in Germania aveva giocato solo in una piccola squadra in Austria segnando molto, ma non pensavo che avesse un impatto così positivo anche in Bundesliga".

Arnautovic potrebbe tornare in Italia, al Bologna. Secondo lei può fare bene?
"Se è in condizione è capace di fare la differenza. E' un giocatore che ha numeri importanti, è imprevedibile ma anche un po' strano. Viene da un'esperienza cinese, non so se fisicamente è pronto per giocare in Italia".

E' rimasto legato alla Roma?
"Certo, la seguo sempre. Prima della pandemia sono andato anche all'Olimpico a vedere qualche partita e sono andato sotto la Sud a salutare i tifosi".

Che ne pensa dell'arrivo di Mourinho?
"Che è stata un'ottima idea. E' un allenatore che vuole vincere sempre, ha la mentalità giusta e se è venuto a Roma è per conquistare qualcosa".

Nel 2000 ha chiuso la carriera in Italia, nel Venezia. Che effetto le fa rivederli in Serie A?
"Sono molto contento, sono tornati dove meritano di stare. Venezia è una piazza dove mi sono trovato molto bene, un ambiente diverso da Roma ma affascinante allo stesso modo".

L'allenatore di quella squadra era un giovane Luciano Spalletti.
"Sì, è vero. Anche con lui avevo un bel rapporto. Ho un buonissimo ricordo suo, è un tipo particolare ma eccezionale. Anche come allenatore ho visto che ha fatto un'ottima carriera e che ora allenerà il Napoli. Mi fa piacere".