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Leonardo Grosso, vicepresidente dell'Aic, intervenuto a Radio Anch'io lo Sport su Radiouno, torna a spiegare le ragioni dello sciopero: "Mai come questa volta i calciatori sono convinti e compatti nelle proprie idee, mentre l'opinione pubblica fa demagogia sulle richieste dei giocatori. Il punto fondamentale è che l'accordo collettivo dei calciatori non ha alcun contenuto economico. E' un accordo normativo. Nel 1978 tutto il mondo del calcio salutò come segno di civiltà il fatto che un giocatore dovesse dare il proprio consenso al trasferimento. Una delle richieste è proprio questa, che il calciatore abbia diritto di accettare o meno il trasferimento".

"Un altro punto è la partecipazione agli allenamenti della prima squadra. Tutti hanno organici molto ampi, quello che non è accettabile sono gli allenamenti separati che servono per imporre un rinnovo o una cessione e su questo i calciatori non torneranno indietro. Il concetto che non è passato è che abbiamo iniziato le trattative il 29 gennaio e dopo la Lega non si è resa più disponibile in nessun modo, ha manovrato in modo che non si arrivasse a nessun accordo".