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Un futuro sempre più rossonero. Mancano meno di due settimane alla fine del calciomercato, con il passare dei giorni salgono le quotazioni di permanenza di Diego Laxalt. L'esterno uruguaiano, tornato a gennaio dopo il fallimentare prestito al Torino, nel 2020 ha giocato solo 172', divisi tra gli impegni di campionato contro Spal, Parma, Sassuolo e Atalanta, e quello di Coppa Italia contro la Juve, senza trovare minuti in questa stagione contro Shamrock Rovers e Bologna. Le gerarchie a sinistra sono chiare, è una seconda scelta, il titolare è Theo Hernandez, una situazione che per l'ex Genoa è uno stimolo, non un peso.

NON SI MUOVE - Laxalt, infatti, non spinge per la cessione, a Milano sta bene ed è convinto di ritagliarsi il suo spazio, anche se al momento parte in seconda fila. I cinque cambi e la possibilità del Milan di disputare tre competizioni (i gironi di Europa League sono ancora da conquistare, sei i rossoneri giovedì batteranno il Bodo/Glimt affronteranno nel playoff la vincente di Besiktas-Rio Ave) gli danno fiducia, ha un contratto in scadenza nel 2022 e intende rispettarlo.
NIENTE PRESTITO - Lo scenario può cambiare solo se arriverà una proposta intrigante, che possa garantirgli una crescita economica (a Milano guadagna circa 1,7 milioni di euro netti) e sportiva. Proposta che al momento non è all'orizzonte. Dopo il pour parler con la Lokomotiv Mosca, Maldini e Massara non hanno ricevuto offerte concrete per Laxalt. La loro posizione è chiara, non partirà in prestito secco, chi lo vuole deve mettere i soldi sul tavolo. Altrimenti resterà a Milano, come prima alternativa a Theo.