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Una foto di Arturo Vidal e una provocazione neanche tanto velata ha riacceso le polemiche legate al "caso Ecuador" che oggi è sotto inchiesta da parte della Fifa e rischia l'esclusione dai Mondiali di Qatar 2022 a cui si è qualificato direttamente come quarto nel girone ai danni proprio di nazionali come quella del Cile. Il passaporto di Bryan Castillo colombiano di nascita è il fatto scatenante che ha portato la federcalcio cilena a presentare denuncia formale e ora la decisione che dovrà prendere la commissione disciplinare della Fifa sta lasciando col fiato sospeso mezzo mondo perché potrebbe apre a scenari che riguardarebbero sia le federcalcio sudamericane ma, a sorpresa, anche quella italiana. Che al Mondiale non si è qualificata sul campo. 

LA FOTO E LA PROVOCAZIONE - Negli spogliatoi dell'Olimpico di Roma dopo la vittoria dell'Inter sulla Juventus nella finale di Coppa Italia Vidal ha scattato una foto con il compagno di squadra Felipe Caicedo. I due sorridono ed esultano, ma la caption aggiunta dal cileno nelle sue stories "Lui sì che è ecuadoriano", ha riacceso la polemica sulla questione dei passaporti di alcuni dei giocatori scesi in campo per l'Ecuador durante le qualificazioni ai Mondiali. 
COSA RISCHIA L'ECUADOR E L'ITALIA - Cosa rischia ora l'Ecuador? Per ora la FIFA (LEGGI QUI) ha avviato un'inchiesta formale per il passaporto del calciatore Bryan Castillo e nei prossimi giorni dovrà pronunciarsi. Se verranno riscontrate delle irregolarità l'ipotesi più probabile è un'esclusione d'ufficio dell'Ecuador dal prossimo Mondiale con la conseguente necessità di trovare un sostituto. Le strade percorribili sono due. La prima passa da una promozione interna alla federazione sudamericana (Perù oggi agli spareggi potrebbe accedere direttamente con la promozione ai playoff di Cile o Colombia), la secondo vedrebbe una scelta d'ufficio della Fifa che potrebbe premiare invece la prima classificata delle escluse nel ranking (oggi quella posizione è occupata proprio dall'Italia). L'attesa rimane, le polemiche non si placano.