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Prima Cech, ora Courtois: la fortuna non sembra aiutare il Chelsea quando si tratta di portieri e infortuni. Domenica i Blues sono stati criticati per aver lasciato in campo Courtois nonostante il portiere fosse stato colpito in volto dal ginocchio di Alexis Sanchez. Il belga era stato così sostituito da Cech, che nel 2006 aveva subito una frattura del cranio a seguito di un simile intervento ad opera questa volta di Stephen Hunt. Un deja-vu che non deve far sottovalutare la serietà di certi ko. 'La commozione cerebrale resta qualcosa di molto serio perché può portare a conseguenze più gravi - spiega Michel D'Hooghe, capo dello staff medico della Fifa -. Il ruolo del medico della squadra è fondamentale in questi casi. La scorsa settimana ho assistito al match tra Bruge e Standard, dove due giocatori sono finiti ko per una testata. I due medici hanno preso la corretta decisione, in quella circostanza, facendo uscire i giocatori dal campo. Per loro sono state subito chiare le conseguenze di un tale infortunio. Nella Premier League e nella massima divisione tedesca, analizzando gli ultimi sei anni, siamo giunti alla conclusione che si ha una commozione cerebrale ogni 20 partite. Quindi non è così frequente. Ecco perché siamo soliti coprire il capo di calciatori che hanno bisogno di una protezione per precedenti infortuni, come nel caso di Cech. La cosa migliore è prevenire, ma non bisogna generalizzare. I parastinchi hanno un altro ruolo importante, perché abbiamo avuto un alto numero di fratture alla tibia in passato. Ora, però, si sono ridotte notevolmente grazie a questa protezione'.
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