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Mottarone, un video che è cronaca.
Mottarone, c'è un video che ormai molti hanno visto, il video di quando la cabina sta arrivando alla stazione della risalita, si impenna, mostra il fondo, scivola, precipita all'indietro. Non si vede lo schianto che avviene dietro una piega del terreno, non si vede sangue, non si vedono membra umane, non si vedono cadaveri, non si vedono volti terrorizzati. Si vede come è avvenuto l'incidente mortale, si vede in qualche modo anche il perché è avvenuto: la cabina va all'indietro frenata da nulla perché i freni erano stati resi inattivi dai "moschettoni". Con tutto il rispetto per i molti che hanno espresso opinione contraria, penso questo video sia solo e soltanto cronaca, sia documento del fatto e non voyeurismo sciacallo. La Procura che indaga ha lamentato una sorta di fuga di notizie inerente materiale probatorio. E' possibile, ma questo non cambia la natura del video: documento e non speculazione.

Voci dal Pd qualificano il video come "osceno", voci dalla Lega dicono "non è cronaca", voci da M5S parlano di "pagina indegna", l'Ordine dei Giornalisti condanna. Con tutto il rispetto per le opinioni altrui (in queste materie ciascuno dovrebbe mai essere certo si sé al mille per mille) rilevo un eccesso di sdegno. C'è in giro a tonnellate e a fiumi materiale e produzione "giornalistica" che suona ai citofoni dei parenti delle vittime, che porta in studio e istiga lacrime e invettive, che induce se non estorce polemiche e accuse, che indulge nel buco della serratura e di questo si compiace. L'Ordine dei giornalisti ha sempre metabolizzato tutto, mai un brivido di fronte al cronista microfono alla mano che domanda al parente del morto: cosa prova? I partiti politici? Un po' vanno capiti: cosa sia cronaca lo ignorano, per loro esiste solo propaganda. Per cui un link sciocco come quello cabina che precipita uguale propaganda pro orrore è per la mente collettiva del ceto politico pensiero naturale. Quel video qualcuno lo ha pubblicato, qualcuno no, qualcuno lo ha fatto a metà. Con tutto il rispetto per tutte le scelte, quel video io l'avrei pubblicato. E non per far lettori o traffico ma perché è cronaca intrisa solo di ciò che è accaduto. Cronaca che non inzuppa il pane né nel sangue né nel dolore.
Certezza della pena? Da 16 mld, 15 i milioni incassati.
Le chiamano pene pecuniarie. Cioè quando vieni condannato a pagare in denaro. Una certezza c'è, non della pena. C'è la certezza che non si paga davvero: in cinque anni, dal 2015 in poi, di un ammontare di pene pecuniarie pari a 16 miliardi di euro ne risultano effettivamente pagati 15...milioni!

Centralità del Parlamento.
Il Paramento c'è e ha battuto un colpo. Spesso si dice e si lamenta venga mortificata la sua "centralità". Che mai sarà questa centralità? Eccola: il Parlamento tutto e in coro ha imposto al governo un pedaggio di 700 milioni da distribuire in mance ai lati del cammino del Piano di ripartenza dell'economia italiana. Quando si tratta di mance a categorie, gruppi o territori il Parlamento ritrova la sua funzione e centralità. Poi, espletata la missione parlamentare di spargere mance, il Parlamento si ritrova con un problema: chi non è stato toccato da questo giro di mance si ingrugna, a chi non tocca la mancia quello si ingrugna. E allora il Parlamento che fa? Aspetta, vigile e paziente, il prossimo giro di bilancio per imporre nuovo pedaggio per nuove mance. Stavolta comunque è stata una buona giornata parlamentare: con 700 milioni se ne fanno di belle mance.