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Il Milan si gode il suo gioiellino. Luca Vido brilla con l’Under 19 azzurra. L’attaccante è il protagonista del giorno, perché ha segnato una tripletta contro la Macedonia. 

TRE GOL - L’Italia ha battuto 3-2 la Macedonia nella seconda gara del girone di qualificazione all’Europeo di categoria, nell’ultima partita di martedì 13 ottobre gli azzurri (a quota 4) incontreranno l’Inghilterra, a 6 punti. L’Italia è andata in vantaggio all’undicesimo proprio con Vido, che si procura e non sbaglia il calcio di rigore. Poi però va sotto e chiude il primo tempo 1-2. CI ha dovuto pensare il giovane rossonero, al 24 s.t. e al 29 s.t. a ribaltare il risultato, con due gol da attaccante d’area di rigore. Negli ultimi due gol è stato imbeccato da un altro grande talento rossonero, Manuel Locatelli. È un centrocampista classe ’98, inserito pochi giorni fa dal Guardian nella lista dei 50 migliori giocatori della sua età.
SOGNANDO IBRA - Luca Vido è un punto fermo della Primavera del Milan. Nato il 3 febbraio 1997 a Bassano del Grappa, ha iniziato a giocare a calcio nel Favaro Veneto, poi a 8 anni è andato a Treviso fino al fallimento della società. Dagli 11 ai 13 anni ha giocato al Padova, a 14 la chiamata del Milan. In rossonero si ispira a Zlatan Ibrahimovic, il suo modello. È un attaccante tecnico e che fa tanto movimento, può fare sia la prima che la seconda punta, partendo anche da posizione decentrata. Destro di piede, ha buon fisico. Ora brilla in Under 19, ma anche in Under 17 era stato protagonista al Mondiale di due anni fa. Ha potuto sfruttare i consigli di un grande attaccante come Filippo Inzaghi, che l’ha allenato nella Primavera del Milan. Quest’anno ha segnato 2 gol in 4 partite di campionato primavera, nella scorsa stagione 7 in 15. In Nazionale ha giocato non solo in Under 17, ma era già convocato in Under 15. Ha fatto praticamente tutte le nazionali giovanili, nel Milan è arrivato quasi al momento del grande salto. Il club rossonero se lo tiene stretto, nella prossima stagione potrebbe andare in prestito per crescere. Per poi tornare alla base più maturo e avere una chance come l’ha avuta Calabria

Guglielmo Cannavale