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L'ultimo saluto viola era stato al vetriolo, come spesso accadeva nella gestione Della Valle quando si entrava in materia di separazione. Daniele Pradè, l'ultimo ds prima dell'involuzione tecnica. Rocco Commisso ripartirà da lui, e chissà se riproporrà la coppia insieme a Vincenzo Montella, artefice in panchina di quel ciclo che fece sognare Firenze dal 2012 al 2015.

Certo, alla sua partenza, i conti della Fiorentina non erano positivi. Pantaleo Corvino, chiamato per mettere a posto il bilancio, ha portato economicamente la nave in porto. Il campo, però, ha parlato in modo diverso. Pradè salutò con una rosa decisamente ampia e ingaggi pesanti, residui dell'ultimo slancio dei DV, che provarono a volare non senza farsi male con scelte sfortunate, soprattuto con Gomez e Rossi. Una squadra che faceva sognare con quel che di Spagna: Montella alla guida, Pradè e Macia in regia. I soldi, Commisso, li metterà. E perché non sperare in un ritorno alle origini.

L'organigramma della Fiorentina sta prendendo vita. Commisso tornerà in Italia tra due settimane, portando avanti la formazione della struttura aziendale insieme al proprio braccio destro, Joe Barone, direttamente da New York. Dopo Pradè, potrebbe essere la volta del ritorno di Roberto Ripa - compiti di scouting - e il clamoroso ingresso di Gabriel Omar Batistuta. Una dirigenza che si avvicina alle leggende e riparte da quanto di buono fatto in passato. Pradè per tornare a vivere le notti europee.