1
Il giorno dopo il 7-1 rifilato ai dilettanti bavaresi dell'Ostermunchen, la Fiorentina si gode 24 ore di riposo. Tempo utile per rilassarsi e ricaricare le batterie, ma anche per guardare indietro e trarre il bilancio di un mese e spiccioli assolutamente non semplice a livello di comunicazione e scelte societarie. 

LA MIA PAROLA CONTRO LA TUA - Ovvero la storia di questi trenta giorni abbondanti. Gattuso, Antognoni, Ribery, persino Vlahovic. Quattro casi in cui il diretto interessato afferma il contrario rispetto alla versione della società gigliata. Li ripercorriamo al volo. Gattuso dice che sarebbe stato Commisso a chiedere la clausola di riservatezza, quando invece dall'America erano arrivati inviti a rimuoverla; Ribery lamenta una mancata telefonata da parte dei dirigenti viola, che fanno sapere invece di averlo sentito a giugno; Antognoni accusa Commisso di averlo allontanato senza riconoscenza, mentre l'intento del presidente viola, a giudicare dalle sue parole, era quello di valorizzare le conoscenze dell'Unico Dieci. E si arriva a Vlahovic, che, rispondendo ad un tifoso, assicura che firmerà il rinnovo di contratto una volta che gli verrà proposto. Il problema è che la Fiorentina, praticamente, non sta facendo altro: il mercato in entrata è fermo, e quello in uscita procede a rilento. Più fonti confermano che le trattative con l'agente vanno avanti quotidianamente, e allora quest'ultima sembra più un'uscita infelice da parte del serbo, ieri trattenuto dal DG Barone per una ventina di minuti di colloquio dopo la partita. Possibile, probabile, che si sia trattato di una ramanzina, dai toni in ogni caso non accesi. Del resto, il giocatore ha comunque mostrato un'apertura forte. 
TEMPISMO - Lo stesso che ha permesso a Vlahovic di segnare 21 gol nella passata stagione, lo stesso che gli è mancato in occasione di questa inconsapevole dichiarazione. Forse Dusan intendeva "Quando mi fanno l'offerta giusta"; tutto tornerebbe. Non è italiano, pur sapendosi esprimere è possibile che qualche sfumatura vada persa, specie in contesti non formali. Ma resta il fatto che, dopo le tre burrasche generate dalle vicende Gattuso (e di conseguenza Italiano), Antognoni e, su scala minore, Ribery, questa era l'ultima cosa di cui la Fiorentina aveva bisogno, in un ritiro caratterizzato nonostante tutto da un'atmosfera gradevole. 

PRIME RISPOSTE - Gradevole come un 7-1 nella prima uscita stagionale. Il gol subito è un episodio, un mani in area su una conclusione ravvicinata. Le reti realizzate, come ha sottolineato Italiano, sono arrivate tutte da azioni corali, quello che chiede l'allenatore. Sottil regala lampi di classe, Callejon è preciso e lavora bene insieme a Lirola (in odor di addio), Bonaventura incanta col tacco, Benassi, Duncan e Saponara tornano dai prestiti e danno spettacolo. C'è pure spazio per una rovesciata di Ranieri, "così, de botto, senza senso". Ma il tutto va parametrato al livello degli avversari, assai basso. Uno sparring partner, l'Ostermunchen, che non ha però incassato gol dai due bomber viola, ovvero l'ancora inconsistente Kokorin e il sorprendentemente impreciso Vlahovic. Nel caso del russo, niente di nuovo rispetto ai 93' messi insieme nei sette mesi precedenti. Italiano è convinto di poter lavorare sull'ex Zenit, glielo auguriamo. Per quel che riguarda Vlahovic, ha mille attenuanti: carichi di lavoro, pensieri legati a quella risposta galeotta, nuovi movimenti del 4-3-3 di Italiano. Ma il fatto che sia rimasto a secco è un dato di fatto e, visti i ritmi della scorsa stagione... una notizia.