Citazione simpsoniana per descrivere la Fiorentina. Meglio pensare ai cartoni animati. E meno male sono arrivati i tre punti, almeno quelli. Le due punte, il rispolvero di un declinante Cristoforo – non che Dabo, acquistato a gennaio, sia meglio – e la difesa ‘a tre’ con Hugo centrale: di tre novità, solo l’ultima ha funzionato, anche grazie alla giornata assopita di Inglese, Pucciarelli e Meggiorini. Poco gioco, massimo risultato. Un pregio può essere anche questo. Certo, sono tre punti che servono a… ecco, a cosa servono? Le ambizioni di questa squadra sono volate via con un gennaio e un febbraio deprimenti, in quanto a risultati. E se Pioli sta provando di tutto per rivitalizzare Simeone, neanche l’affiancamento di Falcinelli è stato soddisfacente. Dieci minuti bene, poi un impetuoso calo, fino a un timido risveglio finale.

E poi c’è Cristoforo, l’uomo dei palloni giocati solamente all’indietro, dei colpi di testa per se stesso. Certo, senza Badelj il ballottaggio era ingeneroso per il croato: Dabo o Cristoforo? Alla fine è stato scelto l’uruguaiano, che non giocava da ottobre. Pensate com’è il francese. Ah sì, lo abbiamo visto: una svirgolata che stava per finire nella propria porta e giocate degne del dodicesimo uomo avversario. Una noia mortale, questa Fiorentina. Che almeno ha vinto, ha dato qualche sprazzo di talento. Impuntarsi sulla valutazione in vista del prossimo anno, però, deve essere l’obiettivo attuale. Il problema è che lo è dall’inizio della stagione.