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Arriva un altro punto per la Fiorentina, che non smuove la classifica ma tiene i ragazzi di Iachini a debita distanza dalle zone rosse, in un pareggio a reti bianche con il Cagliari tutt’altro che spettacolare. Sia i viola che i sardi si sono accontentati di non farsi male, portando a casa il minimo risultato. In casa Fiorentina, oltre ad evitato una sconfitta, la nota più lieta è sicuramente il ritorno in campo di Kouamè, arrivato a gennaio dal Genoa, finalmente recuperato dopo il brutto infortunio rimediato a novembre scorso. L’ivoriano ha giocato poco più di dieci minuti, mostrando tutta la voglia e la forza fisica che lo hanno sempre contraddistinto, arrivando a sfiorare il gol con un bel colpo di testa.

CHIESA IRRICONOSCIBILE - Non sono mancate, però, le prestazioni insufficienti tra le fila dei viola, e uno di questi è stato sicuramente Federico Chiesa, ancora una volta irriconoscibile. Il numero 25 ha giocato un primo tempo svogliato e assente, senza riuscire praticamente in nulla, se non una bella palla scodellata per Ribery. Quasi comico l’intervento da difensore sullo stesso Ribery, che dopo aver scambiato bene con Vlahovic, si è trovato Chiesa ad impedirgli la conclusione. I tempi in cui era il gioiello di Firenze sono ormai un vecchio ricordo, così come lo è un suo gol o una giocata decisiva, e se l’anno scorso è stato trattenuto con la forza, quest’estate sembra ormai chiaro che partirà verso altri lidi.

HA ROTTO CON FIRENZE -  Inter e Juventus lo seguono da tempo cercando di limare le pretese di Commisso, che ancora spara altissimo confidando nell'inserimento di alcuni club dalla Premier League. Le qualità del ragazzo sono innegabili, anche se il comportamento tenuto dal numero 25 negli ultimi mesi ha definitivamente compromesso il suo legame con Firenze, che non vede più come una sconfitta la sua cessione, ma è arrivata ad auspicarsela. Naturalmente l’opzione estera è la preferita da tutti, visto che la possibilità di replicare un caso Ilicic, ovvero di un giocatore capace di andare a fare le fortune di una squadra in Champions League e Serie A, è molto alto.