Il sorriso sulle labbra, la sfrontatezza di dire sempre la verità. Non parlavi mai per mezzi termini. Anche per questo eri il nostro capitano. Quando c’era da dare una scossa, tu non esitavi. Che fosse in campo, che fosse nelle dichiarazioni. La notizia ci ha sconvolti, poco da aggiungere. Sarai per sempre il nostro capitano: noi, onorati che tu portassi quella fascia al centro della difesa. Nonostante tutto, eri una garanzia, fin dal primo giorno. Arrivasti che eri un calciatore in cerca di stabilità, a Firenze avevi trovato la tua casa ed eri prossimo al rinnovo di contratto. Volevi legarti praticamente a vita, fino a trentacinque anni, alla nostra causa (foto @acffiorentina).

Non è facile entrare nel cuore dei fiorentini, dei toscani. Sono gente fatta a modo suo, ardua impresa entrare nei loro pensieri. Anche in quelli di un popolo viscerale come quello viola. Tu lo avevi fatto, tra le critiche che si potevano muovere, nessuna era rivolta a te. Eri una certezza, una piacevole certezza, dentro e fuori dal campo. Educato, gentile, serio. Su di lui la retorica non esiste, fidatevi.

Invece no, ci hai lasciati a Udine, prima dell’ennesima sfida che avresti combattuto da condottiero. Lasci un vuoto, perché innanzitutto non alla tua età, non così. E poi perché eri ben voluto, ti eri guadagnato la stima di tutti e nessuno avrebbe mai azzardato una parola negativa sul tuo conto. Ti facevi cadere le critiche dietro le spalle, poi reagivi in campo, come avevi fatto in questa tortuosa stagione. Stamani, però, quando ci siamo alzati, siamo rimasti con il fiato sospeso, increduli, con le braccia e le gambe che tremavano, e tremano tutt’ora. Capitano, ti ricorderemo sempre come un uomo buono, capace di dire la frase giusta nel momento giusta. Anche per questo portavi la fascia.

Ciao, Davide. Per noi sarai sempre un cuore viola.